Il regolamento di competenza va fatto valere in prima udienza

Cooperativa edilizia: clausole sociali e recesso del socio

L’atto di recesso è una manifestazione di volontà corrispondente all’esercizio di un diritto potestativo e – pertanto – è onere dell’organo amministrativo della società destinataria della comunicazione di recesso esercitata da un socio verificare i contenuti della stessa ed eccepirne l’illegittimità ai sensi di legge e di statuto. Nel caso, invece, di inerzia ingiustificata di tale organo, è legittimo il recesso del socio ai sensi dell’art. 1359 c.c..

La XVI sezione civile del Tribunale di Roma, con la sentenza n. 6589 emessa il 27 marzo, ha affermato questo principio nella vicenda che vede un socio chiedere il recesso dalla cooperativa edilizia cui aveva versato la somma di 5.000,00 euro, acquistando così la posizione di socio “prenotatario” di un alloggio abitativo. Il Tribunale si è nuovamente espresso sul tema del recesso, dopo che, in una precedente pronuncia, aveva stabilito che esso fosse consentito nei soli casi previsti dalla legge o dallo statuto della cooperativa ex art. 2532 c.c., confermando così il “principio di tipicità” sancito dal previgente art. 2526 c.c. (Tribunale Roma Sez. spec. in materia di imprese, Sent., 06 settembre 2018).

Da tale pronuncia, derivava che, in assenza di una clausola statutaria in cui venisse specificato quali fossero gli inadempimenti della società legittimanti l’esercizio del diritto di recesso, dovesse necessariamente concludersi che – eventuali inadempimenti, ascrivibili e/o connessi al rapporto sociale, posti in essere dalla cooperativa – non avrebbero potuto giustificare lo scioglimento del rapporto sociale e, dunque, il recesso unilaterale del socio. D’altra parte, l’opposta conclusione avrebbe comportato una violazione del principio di parità tra i soci, poiché verrebbe consentito solo ad alcuni di essi di liberarsi dal rapporto sociale (con conseguente restituzione in primis della quota sociale) e di sottrarsi agli oneri già assunti dalla società verso terzi; impegni che finirebbero col gravare soltanto sui soci “superstiti”.

Ebbene, la pronuncia in commento rappresenta un cambiamento di orientamento del Tribunale di merito. È stato infatti ritenuto che, laddove il socio eserciti il diritto di recesso dalla cooperativa edilizia, con contestuale restituzione del capitale versato, l’esercizio di tale diritto divenga efficace anche a seguito dell’inerzia dell’organo amministrativo della cooperativa: vi è quindi equiparazione della inerzia colpevole con l’avveramento della condizione ex art. 1359 c.c.

Nella stessa sentenza il Tribunale di Roma ha inoltre affermato che le sezioni specializzate hanno competenza a trattare le controversie che riguardino i rapporti societari, come ad esempio l’accertamento, l’estinzione, la costituzione e/o modificazione di un rapporto societario, a “prescindere dal valore della causa” (ex art. 2 L. 27/2012) e che, ove non previsto da apposita clausola presente nello statuto della cooperativa edilizia, la somma versata dal socio debba essere restituita allo stesso a fronte del versamento di tale somma a titolo di “prenotazione” dell’alloggio destinato ad essere realizzato dalla cooperativa.

Tribunale di Roma, 27 marzo 2019, n. 6589

Gianluca Guerrini – g.guerrini@lascalaw.com

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