La rivincita del promissario acquirente

Convocazione assemblea condominiale, basta l’invio

Ai fini della regolarità della convocazione per la assemblea condominiale, è sufficiente la prova della spedizione della raccomandata contenente la convocazione all’indirizzo dei condomini.

Nel caso in esame un condomino agiva al fine di ottenere l’annullamento di una delibera condominiale per difetto di convocazione alla relativa assemblea. La Corte d’appello, in riforma della decisione di primo grado, respingeva l’impugnazione rilevando che dagli atti di causa risultava che l’amministratore del Condominio aveva provveduto tempestivamente a spedire a tutti i condomini, tramite raccomandate, le convocazioni all’assemblea e che non vi era contestazione sul fatto che tale invio fosse stato effettuato anche al condomino in questione presso il suo indirizzo di residenza.

Avverso la sentenza della Corte di Appello, proponeva dunque ricorso in Cassazione il condomino soccombente. Il ricorrente, in particolare, sosteneva che ai fini della validità dell’assemblea, fosse necessario fornire la prova, da parte del Condominio, non solo della spedizione ma anche del ricevimento della convocazione da parte di tutti i condomini.

La Suprema Corte, in primo luogo, ribadisce che la disposizione di cui all’art. 66 disp. att. c.c. esprime il principio secondo cui ogni condomino ha diritto di intervenire all’assemblea del condominio e, deve, quindi essere messo in condizione di poterlo fare tramite avviso ricevuto almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza.

La Cassazione prosegue, riaffermando il principio di diritto in base al quale, l’avviso di convocazione all’assemblea deve essere qualificato come atto privato, del tutto svincolato dall’applicazione del regime giuridico delle notificazioni degli atti giudiziari, che rinviene quindi la propria disciplina nell’art. 1135 c.c. in base al quale la conoscenza dell’atto è parificata alla conoscibilità, riconducibile anche solamente al pervenimento della comunicazione all’indirizzo del destinatario e non alla sua materiale apprensione o effettiva conoscenza.

In particolare, ai fini della presunzione di conoscenza da parte del destinatario dell’atto ad esso indirizzato è sufficiente la prova che la dichiarazione stessa sia pervenuta all’indirizzo del destinatario e tale momento, nel caso in cui la convocazione all’assemblea sia stata inviata a mezzo raccomandata non consegnata per assenza del condomino, coincide con il rilascio da parte dell’agente postale del relativo avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale.

In altre parole, secondo la Cassazione, per la validità della convocazione alla assemblea è sufficiente che l’invito fosse conoscibile e non conosciuto: restando a carico del condomino che ritenga di essere stato danneggiato il fornire congrua prova di non aver potuto ricevere, per ragioni non dipendenti dalla propria volontà, detto invito.

Il ricorso per Cassazione veniva pertanto respinto con conferma della decisione della Corte di appello.

Per un ulteriore approfondimento, il tema è stato trattato anche in “Convocazione assemblea condominiale: PEC, mail o raccomandata?“.

Cass., Sez. II Civ., 25 marzo 2019, n. 8275

Laura Vivian – l.vivian@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Uno dei problemi più ricorrenti in materia di condominio riguarda il diritto d’uso delle aree adi...

Diritti reali e condominio

L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

In caso di infiltrazioni d’acqua derivanti da una parte comune di un edificio condominiale, il dan...

Diritti reali e condominio

Vado a stare da papà

L’individuazione dell’esatto confine tra proprietà limitrofe non può prescindere dall’esame ...

Diritti reali e condominio

X