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Convegno: “Npl. Nuove opportunità per il mercato finanziario”

In un contesto di grande fermento che muove attorno al tema delle cartolarizzazioni di crediti non performing di emanazione bancaria, tra l’approvazione dello schema della GACS (Garanzia Cartolarizzazione Sofferenze) da parte della Commissione Europea, la quale ha stabilito che, soddisfatte determinate condizioni, “è privo di aiuti di Stato” e il lancio, da parte di un ampio numero di banche, assicurazioni e investitori istituzionali, tra cui la Cassa Depositi e Prestiti, del fondo di investimento alternativo (FIA) denominato “Atlante”, costituito dalla SGR indipendente Quaestio Capital Management, si è tenuto nella mattinata di ieri, 13 aprile 2016, presso la sala congressi del Four Seasons Hotel di Milano, il convegno “Npl. Nuove opportunità per il mercato finanziario”.
Come relatori hanno preso parte all’incontro, tra gli altri, Massimo Racca (responsabile tutela del credito in BPM), David Bergman (vice presidente – senior analyst di Moody’s), Massimiliano Ciferri Ceretti (chief operating officer di Banca Sistema), Mario Basilico (Amministratore Delegato di Integrated Capital), Dino Piccoli (Amministratore presso Kleinen Spa-gruppo Omniatel), Vincenzo Macaione (Amministratore Delegato presso Primus Capital Credit Management, Primus Management (Gruppo Primus) e Primus Partners) e Andrea Mignanelli (Amministratore Delegato di Cerved Credit Management).

All’evento ha presenziato anche lo Studio La Scala con alcuni membri dei team “Regulatory”, “Corporate” e “NPLs”, il convegno, infatti, rivolto essenzialmente al mondo degli intermediari finanziari e agli operatori specializzati in Non Performing Loans, nell’ambito del quale lo Studio La Scala opera ormai da parecchi anni, era volto ad approfondire non solo il tema delle cartolarizzazioni, ma anche il delicato tema afferente alle novità introdotte nel mondo degli intermediari finanziari a seguito dell’entrata a regime della riforma del Titolo V del D.Lgs. 385 del 1993 (TUB).
In questo senso, infatti, numerosi e rilevanti sono stati i temi posti sul tavolo.

Tra le questioni trattate vi è stata, ad esempio, la presa d’atto delle rilevanti ripercussioni legate all’entrata in vigore delle previsioni contenute nella Circolare 288 di Banca d’Italia, in ragione della quale si sono registrate un numero relativamente esiguo di richieste di iscrizione al nuovo albo unico tenuto da Banca d’Italia.

Tale osservazione ha, inoltre, offerto lo spunto per approfondire il tema relativo al perimetro di attività che può essere legittimamente svolta dalle agenzie di recupero crediti autorizzate ai sensi dell’art. 115 TULPS. Tale questione assume, peraltro, rilevanza fondamentale nell’ambito delle operazioni di cartolarizzazione, in ragione, non solo del fatto che l’attività di acquisto di crediti svolta in maniera professionale e nei confronti del pubblico è riservata alle banche e agli intermediari finanziari, ma anche in virtù del fatto viene espressamente limitato ai soli intermediari finanziari iscritti all’albo unico di cui all’art. 106 TUB lo svolgimento dell’attività di servicing in operazioni di cartolarizzazione.
Diversamente, le agenzie ex 115 TULPS, libere dai pressanti vincoli della vigilanza prudenziale di Banca d’Italia, possono giocare un ruolo fondamentale nell’ambito della diversa attività di sub-servicing, afferente all’amministrazione, la gestione, la riscossione e il recupero dei crediti cartolarizzati.

Tuttavia, alla luce dell’imponente volume dei crediti non performing di emanazione bancaria, è stato giustamente osservato che affinché le agenzie di recupero crediti possano concretamente assumere la posizione di interlocutore con il mondo dei grandi gruppi bancari, devono necessariamente aggregassi in modo tale da riuscire a gestire effettivamente l’enorme massa creditoria attualmente in gestione all’interno del sistema bancario.

Dal punto di vista dei buyer, il momento è stato definito “unico” per quanto concerne il settore dei crediti Non Performing, in ragione della contestuale sussistenza di 4 fattori:
1. l’enorme volume di sofferenze, valutati per circa Euro 200 miliardi (quintuplicati nel corso degli ultimi 5 anni);
2. le rilevanti e radicali riforme legislative introdotte nel corso degli ultimi anni nelle materie, tra l’altro, concorsuale e immobiliare, grazie alle quali è oggi effettivamente possibile auspicare tempi più veloci per il soddisfacimento delle pretese creditorie;
3. il basso costo del denaro, grazie al quale è possibile fare, tra l’altro, ricorso alla leva finanziaria al fine di acquistare portafogli non performing;
4. l’entrata in vigore delle predette GACS.

Peraltro, questo fenomeno di espansione e di evoluzione del mercato degli NPL è visto in maniera altrettanto positiva anche da parte dell’universo bancario. Ciò, essenzialmente in ragione del fatto che, rispetto ad una gestione delle sofferenze da parte degli uffici legali interni, l’attuale contesto della enorme quantità di posizioni in sofferenza, nella sua eccezionalità, offre, da una parte, la possibilità di cedere in outsourcing la gestione dell’attività di recupero crediti sgravando la banca dall’aspetto gestionale, offrendo altresì alla banca, dall’altra parte, se opportunamente trattati in un’ottica di asset manager, nuove leve gestionali.

Luca Bettinelli l.bettinelli@lascalaw.com

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