La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Il controverso tema dell’immediata applicabilità della sentenza Lexitor

Anche il Tribunale di Torino, nella persona del Dott. Di Capua, con la recentissima ordinanza resa in data 29 giugno 2020, si è allineato a quella Giurisprudenza che ritiene la sentenza dalla Corte di Giustizia Europea dell’11 settembre 2019, c.d. Lexitor, non suscettibile di efficacia diretta orizzontale, ossia quella che si spiega nei rapporti tra i singoli.

Nel caso specifico, l’Associazione Movimento Consumatori, facendo leva sui principi sanciti dalla Sentenza Lexitor, ha proposto azione inibitoria, di cui agli artt. 37 e 140 Codice del Consumo e 669 bis, e ss., c.p.c., nei confronti di una società finanziaria, chiedendo all’Ill.mo Giudice di:

  • Accertare l’illegittimità, nullità ex 1418 cod. civ., nonché l’abusività ex art. 33 Codice del Consumo, delle clausole previste nei contratti di cessione del quinto dello stipendio/pensione o di delegazione di pagamento, perché limitative, nel caso di anticipata estinzione, della riduzione del costo totale del credito in proporzione alla durata residua del contratto ad alcune componenti di costo e commissioni;
  • Inibire la predisposizione, la diffusione e l’utilizzo delle predette clausole;
  • Ordinare l’adozione di misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi provocati in violazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea.

Il Giudice chiamato a decidere, dopo attenta valutazione, ha rilevato, in primo luogo, che la società finanziaria resistente ha recepito le Linee orientative della Banca d’Italia del 4 dicembre 2019, volte a favorire l’allineamento agli orientamenti espressi dalla “Sentenza Lexitor”. Nel recepire tali linee, la finanziaria ha adottato misure che prevedono la non diffusione né l’utilizzo di clausole che, in caso di estinzione anticipata, limitino la riduzione del costo totale del credito in proporzione alla durata residua del contratto ad alcune componenti dei costi e delle commissioni, deliberando e prevedendo espressamente, per tutti i clienti che esercitino o abbiano esercitato il diritto al rimborso anticipato del finanziamento dopo il 4.12.2019, il rimborso del “costo totale del credito”, ovvero di tutti gli oneri applicati alla clientela, a prescindere dalla loro natura “recurring” o “up front”, escluse le imposte.

In tale contesto, pertanto, Il Giudice non ha ritenuto sussistenti i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora per adire l’azione inibitoria in questione, con conseguente rigetto del ricorso.

In secondo luogo, con riferimento all’applicabilità immediata della sentenza “Lexitor”, l’On.le Giudice, dopo aver evidenziato l’efficacia vincolante delle sentenze rese dalla Corte di Giustizia Europea, anche con riferimento ai rapporti giuridici sorti prima della loro emissione, nel caso specifico si è uniformato a quell’orientamento giurisprudenziale secondo il quale “tale sentenza interpreta la Direttiva UE 2008/48, non l’art. 125.2 Tub applicabile in questo caso, né l’art. 126 sexies Tub che è stato utilizzato per interpretare l’art. 125.2; non è stato dedotto che la direttiva UE 2008/48 sia self executing, e non ne è stata chiesta l’applicazione diretta, e del resto non risulta che lo fosse, tanto che è stato necessario l’intervento interpretativo della Corte di Giustizia; in ogni caso, salvo eccezioni che in questo caso non risultano ricorrere, una Direttiva non può essere immediatamente applicabile nei rapporti tra privati. Si può affermare che, alla luce della citata sentenza, la Repubblica Italiana abbia non correttamente trasposto nel diritto nazionale la Direttiva 2008/48 UE, ma tale situazione può dar luogo ad una responsabilità dello Stato italiano per erronea trasposizione della Direttiva, che comunque non sarebbe direttamente applicabile nei rapporti tra privati. Quindi, la sentenza dell’11/9/2019 della Corte di Giustizia UE non sposta i termini della presente decisione” (cfr. Tribunale di Napoli, sent. n. 10489 del 22-11-2010; Conf. Tribunale di Monza, sent. n. 2573 del 22-11-2020 e Tribunale di Napoli, sent. n. 2391 del 10 marzo 2020).

Per concludere, si ritiene che la rilevanza del provvedimento de quo sia data, principalmente, da due elementi:

  • È stato reso presso il Tribunale di Torino, dove, in tema di Lexitor, vi sono pronunce che prevedono, al contrario, la sua immediata applicabilità, anche ai rapporti già in essere (Tribunale di Torino, Sent. 1434 del 23-04-2020);
  • È stato emesso nei confronti di un’Associazione dei Consumatori.

Trib. Torino, 29 giugno 2020

Antonella Scotellaro – a.scotellaro@lascalaw.com

Marco Tafuro – m.tafuro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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