Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Le spese sostenute per la consulenza tecnica di parte rientrano tra quelle che la parte vittoriosa ha diritto di vedersi rimborsate, a meno che il giudice non decida di escluderle dalla ripetizione, ritenendole eccessive o superflue.

I Supremi Giudici non solo confermano, con ordinanza del 20 novembre 2019, questo consolidato principio, ma aggiungono anche di più: le predette spese devono essere rimborsate anche qualora la parte non ne abbia ancora curato il pagamento. Difatti, per citare i giudici,: “fra le spese processuali che la parte soccombente è tenuta a rimborsare rientrano non solo quelle effettivamente già sostenute dalla parte vittoriosa, ma anche quella dalla medesima ancora dovute”. Per la parte istante sarà, dunque, condizione necessaria e sufficiente l’esposizione di tali spese nella propria nota, in presenza naturalmente di una fondata debenza delle medesime al consulente tecnico di parte. Nel caso di specie, ad esempio, una pro-forma di fattura – relativa ai compensi che sarebbero stati pagati all’esperto per la sua attività – è stata giudicata idonea a provare il diritto alla ripetizione.

Il Giudice, in ogni caso, non è indifeso rispetto alle asserzioni di spesa formulate delle parti; come confermato dalla Cassazione, il giudice può avvalersi della facoltà di escludere dalla ripetizione quelle spese che ritiene eccessive o superflue, in conformità al disposto dell’art. 92, primo comma, c.p.c.

Nella casistica delle spese eccessive rientrano quelle che la parte avrebbe potuto evitare o limitare, tenendo in considerazione lo scopo da raggiungere. Alcuni esempi per chiarire meglio il tema: sarebbe sicuramente eccessiva la spesa per la nomina di più consulenti tecnici di parte in una causa non particolarmente complessa, così come sarebbe sicuramente superflua la spesa per una consulenza di parte in presenza di una sostanziale non contestazione di quanto allegato negli atti di causa. Nel caso di specie, il Tribunale che ha negato il rimborso in assenza della prova del pagamento è incorso in errore, dal momento che avrebbe dovuto esercitare il diverso sindacato sulla eccessività o superfluità delle spese di cui al predetto art. 92 c.p.c..

In conclusione, il Giudice deve limitarsi ad escludere quelle spese che ritiene eccessive o superflue rispetto alla materia del contendere, non essendo tenuto a verificare l’effettivo e attuale pagamento delle stesse. Ad ogni buon conto, abusi del diritto sono evitati, in maniera esaustiva, sia dalla necessità che sia fornita comunque prova della debenza delle predette somme, ancorché non pagate, che dalla facoltà di sindacato posta in capo al Giudice.

Cass., Sez. VI Civ. – 2,  20 novembre 2019, ordinanza n. 30289

Simone D’Andrea – s.dandrea@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La rivincita del promissario acquirente

L’effetto processuale del mancato deposito di note scritte per l’udienza cartolare equivale alla...

Diritto Processuale Civile

Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

La Cassazione con un'ordinanza depositata il 2 settembre 2020 ha ribadito, quanto già sostenuto con...

Diritto Processuale Civile

La parte deve partecipare personalmente alla mediazione

”In caso di avvenuta sospensione dell’esecuzione ex art. 624 c.p.c., atteso l’effetto estintiv...

Diritto Processuale Civile

X