Prelievi in conto corrente: non basta essere cointestatari

Contratto di mutuo: lezione dal Tribunale di Milano

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 2959/2019, relativa ad un giudizio seguito dal nostro Studio, è tornato a chiarire alcuni concetti fondamentali, ma spesso dimenticati, in materia di piano d’ammortamento alla francese da un lato e differenza tra gli indicatori I.S.C./T.A.E.G. e T.E.G. dall’altro.

In prima battuta il Giudice si è concentrato sul tema dell’usura sopravvenuta, posto che parte attrice nei propri atti alludeva al superamento in corso di rapporto del tasso soglia. Sul punto, il Tribunale richiamando una fondamentale pronuncia della Cassazione (Cass. s.u. n. 24675/2017) ha ribadito che qualora si verifichi il superamento del tasso soglia nel corso del rapporto ciò non determini alcuna nullità o inefficacia della clausola contrattuale coinvolta.

Quanto poi alla voce rilevante da tenere in considerazione per poter effettuare un corretto raffronto con le soglie usura, il Giudice nella persona del Dott. Tranquillo limpidamente afferma che “si osserva inoltre che il t.e.g., ossia la sola voce rilevante ai fini della disciplina dell’usura, è solo analoga e non identica al t.a.e.g., tenuto conto che in quest’ultimo si ricomprendono anche voci quali imposte e tasse”.

Sempre più spesso oramai è possibile leggere atti nei quali vi è una sofisticazione di concetti, relativamente, semplici come i.s.c./t.a.e.g. e sulle norme applicabili quando si incorre in violazioni su tali profili. Posto che nel caso in commento nessuna violazione è stata rilevata, il Giudice ha avuto modo di chiarire che “il tasso d’interesse di cui all’art. 5 del contratto è l’i.s.c., non il t.a.e.g. La relativa disciplina non si rinviene pertanto, a differenze del t.a.eg., nella normativa primaria, ma solo nelle disposizioni in materia di trasparenza della Banca d’Italia. Trattandosi di indice previsto solo da una disciplina secondaria un’eventuale difformità tra i.s.c. dichiarato e praticato non può comportare l’applicazione del tasso sostitutivo ex art. 117 c. 7 d. lgs. cit. … ma solo il risarcimento del danno. Consegue che il danno deriva al più dalla lesione di uno specifico affidamento, e si sostanzia dimostrando di avere perso occasioni di contrarre a prezzi più convenienti per avere confidato nell’effettività dell’i.s.c. in esame. Nulla di tutto questo nel caso di specie”.

La parte più interessante della sentenza è rappresentata senza dubbio dalle valutazioni concernenti le doglianze sul piano di ammortamento alla francese.

Preliminarmente, il Dott. Tranquillo ha rilevato correttamente come l’atto di citazione avversario riportasse concetti non del tutto chiari e contenenti terminologia non giuridica.

Sebbene l’attore avesse cercato, come sempre più spesso accade, di adombrare criticità sul sistema di calcolo della rata in regime composto il Tribunale in maniera adamantina ha chiarito che “stabilito nell’accordo delle parti l’ammontare della rata (i.e. uno degli elementi accidentali del contratto, inerente alle modalità del rimborso), le modalità del relativo calcolo non si riverberano da un punto di vista giuridico sulla validità del piano di ammortamento, né vengono in rilievo argomentazioni relative alla convenienza di un piano basato su una rata di tale ammontare”, per poi aggiungere che la maggiore onerosità di un piano di ammortamento rispetto ad altra tipologia di piano non è certo ragione di invalidità del primo.

Sul punto continua il Giudice “la doglianza secondo la quale tale modalità di ammortamento nasconderebbe inevitabilmente una prassi anatocistica non pattuita e illegittima, in quanto contrastante con il dettato di cui all’art. 1283 c.c. nasce da un equivoco nella scomposizione della struttura dei contratti di mutuo con ammortamento alla francese… In nessun punto dell’atto di citazione, del resto, si evidenzia 1) una prima produzione sui primi; il che vuol dire che in realtà si è di fronte a interessi di eguale natura e calcolati in modo unitario e non alcuni già dovuti in prima battuta a titolo di corrispettivo e i secondi parimenti dovuti allo stesso titolo e calcolati sui primi… Non vi è quindi spazio alcuno per l’esecrato anatocismo, bensì per l’applicazione delle condizioni contrattuali”.

Da ultimo il Tribunale non manca di precisare che, stigmatizzando il comportamento dell’attore, quando negli atti processuali vengano riportati concetti tratti dalla matematica finanziaria è necessario che degli stessi sia esplicitato il riferimento giuridico o, meglio, che siano rese chiare quali siano le criticità contrattuali che il concetto matematico tende ad esplicitare.

In conclusione, la sentenza in commento risulta rilevante in quanto riporta ordine su una serie di argomenti troppo spessi affrontati con tanta leggerezza, in maniera conscia o meno, da ingenerare confusione e incrementare inutilmente il contenzioso. Probabilmente una maggiore consapevolezza sulle differenze intercorrenti tra I.S.C./T.A.E.G. e T.E.G., come sulla reale composizione dei piani di ammortamento alla francese porterebbe a non congestionare i tribunali con cause che si concludono con un nulla di fatto per i consumatori.

Tribunale di Milano, 26 marzo 2019, n. 2959

Angelo Pasculli – a.pasculli@lascalaw.com

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