Disconoscimento del contratto e motivi di difformità

Contratto monofirma e principio di esecuzione

Il Tribunale di Napoli ha ribadito il principio di diritto secondo cui il contratto è perfettamente valido anche in mancanza di firma della banca.

La sentenza, che ha definito un contenzioso inerente ad un finanziamento c.d. “monofirma”, ha affermato che, nel caso di specie, la volontà di sottoscrivere il contratto in capo alla parte mutuataria era dato pacifico, stante l’avvenuto ritiro di una copia dello stesso da parte dei clienti: “detto contratto, pur essendo stato sottoscritto solo dal mutuatario e dalla coobbligata e non anche dalla mutante, è valido ai sensi dell’art. 117.1 Tub, applicabile ai contratti di credito al consumo, perché in esso sia … che … hanno dichiarato “di aver ritirato copia del presente Contratto, comprensivo del modulo SECCI, interamente compilato”.

Inoltre il Giudice ha affermato che anche in ambito bancario-finanziario vale la regola generale dell’esecuzione del contratto, sufficiente per desumere la volontà della banca di fare proprio il testo negoziale.

La sentenza, infatti, ha chiarito quanto segue: “è pacifico che il contratto è stato eseguito; si applica dunque il principio enunciato da Cass. SU 898/2018: “In tema d’intermediazione finanziaria, il requisito della forma scritta del contratto-quadro, posto a pena di nullità (azionabile dal solo cliente) dall’art. 23 del d.lgs. n. 58 del 1998, va inteso non in senso strutturale, ma funzionale, avuto riguardo alla finalità di protezione dell’investitore assunta dalla norma, sicché tale requisito deve ritenersi rispettato ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente che vi sia la sottoscrizione di quest’ultimo, e non anche quella dell’intermediario, il cui consenso ben può desumersi alla stregua di comportamenti concludenti dallo stesso tenuti.”.

Peraltro, a scanso di equivoci, il Tribunale napoletano ha confermato che il principio espresso dalla Corte di Cassazione si applica a tutti i contratti bancari-finanziari, in quanto: “enunciato espressamente nell’interpretare l’art. 23 Tuf, ma estensibile all’art. 117 Tub, che ha testo e finalità analoghi”.

Tribunale di Napoli, 16 ottobre 2018, n. 8877

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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