La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Contratto monofirma e posizione sostanziale dell’attore opponente

Il Tribunale di Napoli Nord si è espresso in materia di contratto c.d. “monofirma” e onere della prova aderendo integralmente alle difese della Banca assistita dal nostro studio.

La sentenza, emessa nell’ambito di una causa di opposizione a decreto ingiuntivo, ha in primo luogo rigettato l’eccezione di nullità sollevata dal debitore, il quale affermava che il contratto di finanziamento sarebbe stato nullo in quanto privo della sottoscrizione della Banca.

Il Giudice, richiamando i noti precedenti giurisprudenziali in materia, ha respinto l’eccezione affermando la piena validità del contratto con ciò aderendo alla linea giurisprudenziale secondo cui il contratto bancario è valido se è sottoscritto dal cliente: “ove sia redatto il contratto per iscritto e ne venga consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario, il cui consenso ben si può desumere alla stregua di comportamenti concludenti dallo stesso tenuti (Cass. S.U. 898/2018)”.

Inoltre, il Giudice si è soffermato sull’onere processuale che, nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo, grava sull’attore opponente.

Il Tribunale ha rilevato che la posizione sostanziale dell’attore opponente coincide con quella del convenuto, dunque l’atto di opposizione a decreto ingiuntivo deve conformarsi ai requisiti della comparsa di costituzione e risposta come fissati dall’art. 167 c.p.c.

Pertanto, l’attore opponente deve sollevare contestazioni specifiche e prendere posizione su tutte le domande del creditore: “Infatti se è vero che la posizione sostanziale di attore nel procedimento che si instaura a seguito di opposizione a decreto ingiuntivo, è riconducibile in capo al ricorrente, il quale, quindi, deve dar prova del fatto costitutivo della sua pretesa, che resta quella avanzata nel ricorso, in ogni sua componente, è altrettanto vero che non si può neppure ritenere consentita, con l’opposizione, una generica contestazione delle ragioni dell’opposto, che non costituisce adempimento dell’obbligo specifico imposto al convenuto (tale è l’opponente in senso sostanziale) dal comma 1 dell’art. 167 c.p.c., di proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall’attore a fondamento della domanda (in tal senso Trib. Pescara 5482/2012). È quindi onere del debitore avanzare delle contestazioni specifiche e dettagliate con riferimento al rapporto azionato dalla controparte” (sul punto si richiama un precedente articolo, consultabile a questo link).

Sulla scorta di tali argomentazioni, il Tribunale ha disatteso l’opposizione ed ha confermato il decreto ingiuntivo.

Trib. Napoli Nord, 24 settembre 2020, n. 1907

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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