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Contratto di leasing risolto ante fallimento dell’utilizzatore: la posizione del concedente

«Gli effetti della risoluzione del contratto di leasing, verificatasi anteriormente alla dichiarazione di fallimento, dovranno dunque essere regolati sulla base di quanto previsto dalla L. Fall., art. 72 quater, che ha carattere inderogabile e prevale su eventuali difformi pattuizioni delle parti».

«Non può farsi dipendere la restituzione del bene al concedente dall’adempimento di eventuali obblighi di rimborso a suo carico, in quanto la restituzione discende in via immediata dalla risoluzione del contratto».

«Ed invero, l’obbligo di restituzione della cosa è fondamentale nell’equilibrio del contratto e non può essere subordinata al rimborso dei canoni (del tutto eventuale), non essendo configurabile in capo alla curatela uno ius retentionis del bene oggetto del contratto, bene in relazione al quale non si è prodotto l’effetto traslativo in favore della debitrice e sul quale, verificatasi la risoluzione del contratto, l’utilizzatore non vanta alcun titolo».

Con questi principi di diritto la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12552 depositata in data 10 maggio, ha accolto il ricorso di una banca, che si era vista rigettare dal giudice delegato l’istanza di restituzione di un complesso alberghiero, oggetto del contratto di leasing, a seguito del fallimento dell’impresa utilizzatrice. Prima del fallimento, poiché la debitrice si era resa inadempiente al pagamento di numerosi canoni, la banca aveva comunicato la risoluzione del contratto, invitandola contestualmente alla restituzione degli immobili.

Dopo aver qualificato la domanda come di restituzione e non di rivendica, in ragione del contratto di leasing risoltosi prima del fallimento dell’utilizzatore, il Tribunale, in sede di opposizione ex art. 98 l. fall., ha accolto il ricorso della banca, riconoscendole così il diritto alla riconsegna dei beni.

Con la pronuncia in commento, dunque, il giudice di legittimità conferma quell’orientamento che ritiene applicabile l’art. 72-quater l.fall., previsto per le ipotesi di scioglimento dei contratti di locazione finanziaria, anche ai casi di risoluzione, ponendosi così in contrasto con l’indirizzo giurisprudenziale che sostiene, al contrario, l’inderogabilità dell’art. 1526 c.c..

Cass., Sez. I Civ., 10 maggio 2019, n. 12552

Riccardo Cammarata – r.cammarata@lascalaw.com

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