Diritto dell'Esecuzione Forzata

La determinazione degli interessi sulle rate di mutuo insolute nell’esecuzione forzata

Cass. 22 maggio 2014, n. 11400 (leggi la sentenza per esteso)

Con la pronuncia in commento il Supremo Collegio ha ribadito alcuni importanti principi in materia di mutui bancari e calcolo di interessi moratori sulle rate impagate.

I Giudici della Corte di Cassazione con l’occasione hanno, infatti, in primo luogo, ribadito che nei c.d. mutui ad ammortamento, la formazione delle rate di rimborso (nella misura predeterminata di capitale ed interessi) attiene alle mere modalità di adempimento del due obbligazioni poste a carico del mutuatario aventi ad oggetto, l’una, la restituzione della somma ricevuta a prestito e, l’altra, la corresponsione degli interessi per il suo godimento; obbligazioni che per natura sono ontologicamente distinte e rispondono a diverse finalità.

Sulla scorta di tale presupposto gli ermellini richiamano quindi l’orientamento consolidatesi in materia, secondo il quale ai contratti di mutuo si applicano le previsioni espressamente previste dall’articolo 1283 c.c. con la conseguenza che la banca mutuataria non può pretendere il pagamento degli interessi moratori sul credito scaduto per interessi corrispettivi.

La sentenza in commento, facendo poi un passo ulteriore, con specifico riferimento ai contratti di mutuo fondiario, arriva ad affermare che anche per tali particolari contratti non è più ammessa l’automatica capitalizzazione degli interessi.

L’evoluzione normativa in materia fondiaria ha, infatti, comportato il venir meno delle considerazioni che giustificavano la non applicazione della predetta previsione e con l’entrata in vigore del T.U.B. la struttura del credito fondiario ha perso definitivamente quelle peculiarità nelle quali risiedevano le ragioni della sottrazione al divieto previsto dall’art.1283 c.c.

Gli usi normativi contrari cui fa espressamente riferimento la norma codicistica nella parte in cui consente una deroga al divieto, sono, infatti, soltanto quelli formatisi anteriormente all’entrata in vigore del codice civile e con riferimento al mutuo bancario non è dato rinvenire in epoca antecedente al 1942 alcun uso che consentisse l’anatocismo oltre i limiti della disposizione in esame.

A detta dei Giudici della Suprema Corte pertanto tale principio deve valere a maggior ragione per i contratti di mutuo fondiario per i quali la regola dell’anatocismo è stata applicata persino dopo l’entrata in vigore del codice civile in quanto espressamente prevista da leggi speciali.

Tali quindi le conclusioni cui giunge il Supremo Collegio con la pronuncia in commento nella quale si precisa infine che secondo l’indirizzo consolidato nella giurisprudenza di legittimità in tema di mutuo ipotecario gli interessi moratori trovano peraltro collocazione chirografaria ai sensi dell’arti 2855, 2 comma, c.c.

20 giugno 2014

(Laura Pelucchi – l.pelucchi@lascalaw.com)

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