Contratti Bancari

Contratto di apertura di credito, calcolo del tasso effettivo globale medio e usura civilistica

di Valerio Sangiovanni, in Il Corriere del merito, n. 2/13, pag. 146.

Nell’articolo in esame, viene commentata la sentenza del Tribunale di Verona, 19 novembre 2012, con la quale è stato dichiarato che la verifica del tasso soglia deve essere condotta senza tener conto della commissione di massimo scoperto, in conformità alle previgenti istruzioni della Banca d’Italia, sino all’entrata in vigore della legge 2/09.

La predetta decisione costituisce per l’Autore lo spunto per esaminare la complessa questione dell’usura civilistica e, più precisamente, delle modalità di calcolo del tasso soglia, che è stata oggetto di pronunce giurisprudenziali difformi.

Occorre, prima di tutto, osservare che l’usura rappresenta uno dei più diffusi filoni di contenzioso bancario degli ultimi anni, frutto della crisi economica – finanziaria, che ha determinato molte imprese a convenire in giudizio le banche, anche nel tentativo di evitare il fallimento.

Ora, nell’ambito del giudizio ordinario, è onere di parte attrice dimostrare i fatti sui quali si fonda la richiesta di restituzione somme a titolo di interessi presunti usurari. Ne consegue che l’attore è tenuto a produrre, non solo gli estratti conto, ma anche i decreti ministeriali dai quali si possa verificare il tasso soglia pro tempore vigente. A fronte di tale produzione, tuttavia, la verifica del rispetto della soglia usura, trattandosi di materia tecnica, richiede comunque l’intervento di un consulente tecnico d’ufficio.

Ebbene, le uniche norme dettate in materia, sono l’art. 1815 c.c. e l’art. 644 c.p. La prima prevede che, qualora siano convenuti interessi usurari, la relativa clausola è nulla e la banca deve restituire quanto percepito a detto titolo. L’art. 1815 c.c. si applica a tutti i contratti bancari che prevedono la concessione di un finanziamento e, comunque, comporta la nullità della sola clausola, ma non dell’intero contratto.

L’art. 644 c.p., invece, prevede che, per determinare il tasso di interesse ai fini della verifica dell’usura, si debba tenere conto delle commissioni, delle remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese collegate all’erogazione del credito. Tale norma, parzialmente in bianco, è integrata dai decreti del Ministero del Tesoro, che trimestralmente stabiliscono la misura della soglia usura per le varie categorie di operazioni creditizie.

In passato le Istruzioni di Banca d’Italia, che hanno indicato la formula da utilizzarsi per il calcolo del TEG ai fini della verifica del rispetto della soglia, erano escluse dal calcolo. Tuttavia, a seguito di diversi interventi giurisprudenziali di segno contrario, culminati nella sentenza della Suprema Corte n. 12028/2010, nonché dopo l’emanazione della legge 2/09, le attuali Istruzioni prevedono che il calcolo del TEG comprenda anche le c.m.s. (che peraltro oggi non sono più utilizzabili, a seguito della modifica dell’art. 117 T.U.B.).

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Secondo una recente ordinanza del Tribunale di Monza, relativa ad un procedimento d’urgenza seguit...

Contratti Bancari

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Sono molte le questioni affrontate dalla sentenza in commento, resa dal Tribunale di Pistoia all’e...

Contratti Bancari

Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

La centralità di un corredo probatorio, volto a dimostrare la fondatezza delle pretese giudizialmen...

Contratti Bancari

X