La rivincita del promissario acquirente

Contratti tra professionisti e consumatori: occhio alle clausole vessatorie

La Corte di Cassazione è tornata di recente ad occuparsi della natura vessatoria della clausola con cui si stabilisca una deroga alla competenza territoriale.

La Cassazione ha chiarito che “nel caso di contratti predisposti unilateralmente dal professionista, al requisito della diretta conoscenza della clausola derogativa del foro competente, si aggiunge quello della necessità di un’apposita negoziazione”.

Approfondiamo il tema, spesso dibattuto, esaminando il caso di specie.

L’attrice aveva citato in giudizio, dinanzi al Tribunale di Palermo, una società, chiedendo la condanna di quest’ultima all’adempimento degli obblighi assunti con il contratto.

La convenuta eccepiva l’esistenza di una clausola convenzionale di deroga alla competenza territoriale contenuta nel contratto, approvato ai sensi dell’art. 1341 c.c., che prevedeva la competenza esclusiva del Giudice di Pace o del Tribunale di Cassino (in luogo di Palermo, adito dall’attrice).

Il Tribunale di Palermo riteneva fondata tale eccezione, ritenendo la clausola non abusiva ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs 206/2205) per essere stata oggetto di specifica negoziazione.

L’attrice decideva di proporre regolamento di competenza.

Il ricorso è stato accolto dalla Cassazione, la quale, confermando la competenza territoriale del Tribunale di Palermo, ha precisato quanto segue:

<<La clausola derogativa non è efficace. Il Tribunale ne ha escluso la vessatorietà per il sol fatto che bene fosse stata approvata per iscritto ai sensi dell’art 1341 c.c.

In realtà la disciplina delle condizioni generali di contratto, di cui all’art. 1341 c.c. , non ha nulla a che vedere con la vessatorietà delle clausole, regolamentata dall’art. 33 cod. cons. per i contratti del consumatore.  

In base a tale ultimo articolo, si presume vessatoria, fino a prova contraria, la clausola che abbia l’effetto di stabilire come competente un foro diverso da quello di residenza o domicilio eletto del consumatore.

L’art. 34, comma 4, cod. cons. esclude la vessatorietà delle clausole che abbiano costituito oggetto di trattativa individuale, ma il successivo comma 5 precisa che, in caso di contratto concluso mediante la sottoscrizione di moduli o formulari (…), incombe sul professionista l’onere di provare che le clausole (…) abbiamo costituito oggetto di specifica trattativa con il consumatore>>.

Nel caso di contratti predisposti unilateralmente dal professionista, al requisito della diretta conoscenza della clausola derogativa del foro, si aggiunge quello della necessità di un’apposita negoziazione.

È chiaro quindi che “nel caso in esame, il Tribunale di Palermo ha sovrapposto i due istituti, confondendo la semplice approvazione specifica della clausola con la circostanza che essa abbia costituito oggetto di trattativa individuale. Trova dunque applicazione il foro del consumatore nel caso in esame e deve essere dichiarata la competenza del Tribunale di Palermo”.

Cass., Ord., 28 aprile 2020, n. 8268

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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