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Contratti di finanziamento: è sufficiente la sottoscrizione del consumatore?

E’ la conclusione alla quale è giunto il Tribunale di Latina, il quale, con provvedimento di concessione della provvisoria esecutorietà emesso in data 03.02.2017 in favore di una società finanziaria assistita dallo Studio, ha affermato che “non appare ostativo alla concessione della provvisoria esecuzione neppure il rilievo per il quale il contratto di finanziamento da cui origina la pretesa creditoria dell’opposta non sarebbe stato firmato dall’istituto mutuante”.

La ragione, spiega il giudice adito, risiede nella circostanza che, per un verso, “il contratto in data 24.04.2002 in atti reca, al di sotto della sottoscrizione del mutuatario, una sigla nel campo individuato con la dicitura visto firma”, mentre dall’altro, per “la giurisprudenza di legittimità la firma di un contraente mancante in calce al documento contenente un contratto in forma scritta può essere sostituita dalla produzione in giudizio del documento da parte dello stesso contraente quando invochi in proprio favore il contratto ed intenda farne propri gli effetti (Cass., n. 5552/1986; Cass., n. 11213/1992)”.

E ciò, perfettamente in linea con le sentenze più recenti intervenute in materia: la dicitura “per la banca”, “fa ragionevolmente presumere che alla cliente sia stata consegnata la copia con la sottoscrizione del funzionario della banca e che il contratto si sia perfezionato con lo scambio delle dichiarazioni negoziali sottoscritte da cliente e banca, non essendo necessaria ex art. 117 T.U.B. la simultaneità delle sottoscrizioni dei contraenti. Va aggiunto che, comunque, nel caso in esame, è evidente la volontà manifestata dalla banca nel corso del rapporto di volersi avvalere della dichiarazione negoziale sottoscritta dalla cliente, volontà ribadita mediante la produzione dei documenti contrattuali in fase monitoria” (Trib. Milano, 04.08.2014).

Pregevole, in questa direzione, anche la sentenza del Tribunale di Padova: “nei contratti per cui è richiesta la forma scritta ad substantiam non è necessaria la simultaneità delle sottoscrizioni dei contraenti (omissis)  tanto la produzione in giudizio della scrittura da parte di chi non l’ha sottoscritta, quanto qualsiasi manifestazione di volontà del contraente che non abbia firmato, risultante da uno scritto diretto alla controparte, dalla quale emerga l’intento di avvalersi del contratto, realizzano un valido equivalente della sottoscrizione mancante” (Trib. Padova, 29.05.2016).

Nello stesso senso il Tribunale di Mantova: “la produzione di un contratto completo in tutte le sue clausole che sia sottoscritto dal solo cliente, comprendente la dichiarazione di aver ricevuto copia dello stesso, risulta soddisfare pienamente la funzione informativa che la norma e la sua sanzione sono destinate ad assolvere. La relativa dichiarazione, svincolata dal divieto di equipollenza ex art. 1350 c.c. acquisisce così un valido connotato ricognitivo-confessorio più che idoneo ad escludere la sussistenza dell’eccepita nullità” (Trib. Mantova, sentenza nr. 206/2016, in “Manca la firma della Banca: nullità superata se il Cliente ha dichiarato di aver ricevuto la copia del contratto” – www.iusletter.com).

E così anche la giurisprudenza di legittimità (tra le altre, Cass. Civ., Sez. I, 22-3-2012, n. 4564; Cass. Civ., Sez. VI – 1, Ord., 30-01-2014, n. 2039; Cass. Civ., Sez. I, 2-7-2014, n. 15135 e Cass. Civ., Sez. VI, 7-9-2015, n. 17740).

In definitiva, l’eccezione sollevata con riferimento alla circostanza che il contratto di finanziamento non è stato firmato dall’istituto mutuante, non impedisce la concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto.

Francesco Conciof.concio@lascalaw.com

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