Credito Al Consumo

Contratti di credito ai consumatori: forma e contenuto dopo il Decreto Legislativo n.141 del 13 agosto 2010

Una delle problematiche più ricorrenti affrontate dallo studio nell'ambito del contenzioso in materia di credito ai consumatori riguarda il rispetto dei requisiti di forma e contenuto del contratto, sui quali è da ultimo intervenuto il Decreto Legislativo n.141/2010 con il quale è stata recepita la Direttiva n.2008/48/CE.
Si ricorda in primo luogo che i contratti di credito ai consumatori devono essere redatti per iscritto.

Nel caso di inosservanza di tale forma il contratto è nullo, ma la nullità può essere fatta valere soltanto dal consumatore; la nullità relativa è giustificata dal conseguente obbligo di restituzione delle somme finanziate gravante sul consumatore.

Una copia del contratto deve essere consegnata al consumatore, il quale attesta la ricezione attraverso un'apposita ulteriore sottoscrizione sull'esemplare conservato dal soggetto finanziatore.

In caso di offerta contestuale di più contratti di credito, il consenso del consumatore va acquisito distintamente per ciascun contratto attraverso documenti separati.
Le parti sono poi libere di articolare il contenuto del contratto, purché in conformità con quanto richiesto dalle relative disposizioni della Banca d'Italia. Il quadro normativo è stato infatti completato dal Provvedimento della Banca d'Italia del 9/2/2011(VII Sezione) che ha modificato il precedente Provvedimento del 29/7/2009 armonizzando la normativa sulla trasparenza con le nuove disposizioni.

In particolare il contratto deve necessariamente indicare i seguenti elementi: – il tipo di credito – il nome e l'indirizzo del consumatore e del finanziatore – la durata del contratto – l'importo totale del credito – il bene o il servizio oggetto del contratto e il relativo prezzo – il tasso di interesse e le condizioni che ne disciplinano l'applicazione – il TAEG e l'importo totale dovuto dal consumatore – l'importo, il numero e la periodicità delle rate – tutte le spese derivanti dal contratto – il tasso degli interessi di mora e le eventuali penali previste per l'inadempimento – una chiara avvertenza delle conseguenze alle quali il consumatore può andare incontro in caso di mancato pagamento di una o più rate – le garanzie e le assicurazioni, ove previste (fermo restando l'obbligo di sottoscrivere documenti separati ai sensi dell'articolo 125-bis, comma 3, TUB) – le disposizioni in materia di recesso – trattandosi di contratto di credito collegato, l'indicazione dei diritti spettanti al consumatore ai sensi dell'articolo 125-quinques del T.U. e le condizioni per esercitarli – il diritto al rimborso anticipato previsto dall'articolo 125-sexies del T.U. e la procedura per effettuarlo nonché il diritto del finanziatore a ottenere un indennizzo a fronte del rimborso anticipato e le relative modalità di calcolo – la procedura per l'esercizio del diritto di recesso previsto dall'art. 125-quater TUB – i mezzi di tutela stragiudiziale (reclami, ricorsi, mediazione) di cui il consumatore può avvalersi.

Nessuna somma può essere richiesta o addebitata al consumatore se non è espressamente inclusa nelle previsioni contrattuali; inoltre, sono nulle le clausole del contratto relative a costi a carico del consumatore che non siano stati inclusi o sono stati inclusi in modo non corretto nel TAEG pubblicizzato nella documentazione predisposta al fine dell'informativa precontrattuale.

Siccome la nullità delle singole clausole non comporta la nullità dell'intero contratto, ma solo della clausola, è previsto un sistema di automatica integrazione della clausola nulla o inesistente.

Infatti nei casi di assenza o di nullità delle relative clausole contrattuali:

a) il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministero dell'economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto. In questi casi nessuna altra somma è dovuta dal consumatore a titolo di tassi di interesse, commissioni o altre spese;
b) la durata del credito è di trentasei mesi.
Il contratto è, invece, radicalmente nullo se non contiene le informazioni essenziali su:
a) il tipo di contratto
b) le parti del contratto
c) l'importo totale del finanziamento e le condizioni di prelievo e di rimborso.

Si evidenzia che in caso di tali nullità contrattuali il consumatore sarà tenuto a restituire al soggetto finanziatore soltanto le somme effettivamente utilizzate.

(Francesco Giovanni Pagliari – f.pagliari@lascalaw.com)
 

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