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Contratti bancari: è sufficiente la sottoscrizione del correntista

Il Tribunale di Milano, in un caso nel quale lo Studio ha assistito un istituto di credito in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ha mostrato di aderire all’orientamento prevalente tra la giurisprudenza di merito, secondo il quale i contratti bancari sono validi ed efficaci anche in presenza della sola sottoscrizione del correntista. Dunque, nonostante il diverso orientamento della Suprema Corte, ad oggi i giudici di merito continuano a ritenere che, ai fini della validità dei contratti bancari, non sia indispensabile la produzione della copia del contratto sottoscritta dalla banca.

Nel caso di specie, prima di tutto, il Giudice ha osservato come agli atti di causa fosse presente copia dei contratti di conto corrente firmati dalla società cliente, che dichiarava anche espressamente di averne ricevuto copia. Ebbene, “in proposito è sufficiente ricordare come il requisito formale in materia imposto dal Testo Unico Bancario si sottragga all’inquadramento nell’ambito della dicotomia codicistica tradizionale in termini di forma negoziale (ossia forma scritta ad substantiam e ad probationem), trovando la sua origine nella normativa comunitaria e collocandosi nell’alveo delle cosidette forme di protezione, alle quali può seguire una corrispondente ipotesi di nullità, eccepibile solo dalla parte destinataria della protezione. La ratio di tale disciplina, quindi, è quella di assicurare protezione alla parte contrattuale aprioristicamente meritevole di tutela, in quanto considerata sul piano negoziale pià debole, ritenendosi assicurata detta protezione per il solo fatto che il regolamento contrattuale sia trasfuso in un documento, in modo da assicurare al cliente della banca la possibilità di conoscere e consultare in ogni momento le condizioni negoziali pattuite, per definizione complesse a ragione del tecnicismo del rapporto bancario”.

Da tale premessa, il tribunale ha tratto come conseguenza che “La produzione in giudizio, pertanto, del contratto di conto corrente regolarmente sottoscritto dal correntista vale ed è sufficiente a soddisfare la forma scritta di protezione imposta dalla normativa di settore, privando di fondamento l’eccezione di nullità sollevata dagli attori”.

Tribunale Milano, 20 gennaio 2017, n. 762 (leggi la sentenza)

Simona Daminellis.daminelli@lascalaw.com

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