Contratti bancari nel concordato preventivo: vietata la compensazione

Non potendo la  Banca compensare il proprio credito per anticipazioni con le somme versate da terzi dopo la pubblicazione della domanda di concordato preventivo, non è necessaria l’autorizzazione ex art. 169 bis L.F. per lo scioglimento dei contratti bancari di anticipazione con annesso mandato irrevocabile all’incasso.

Nel caso in esame una società in stato di crisi ha depositato ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo chiedendo, contestualmente, che il Tribunale adito la autorizzasse allo scioglimento dei contratti bancari relativi all’anticipazione su fatture.

In tali contratti la società aveva altresì conferito alla banca mandato irrevocabile all’incasso e patto di compensazione o, eventualmente, cessioni di credito pro solvendo in suo favore.

Con il decreto in epigrafe il Tribunale ha ammesso il ricorso presentato dalla società, precisando che l’autorizzazione richiesta dalla stessa non fosse necessaria.

Infatti, con riferimento all’ipotesi di anticipazione con conferimento alla banca di mandato irrevocabile all’incasso e patto di compensazione, i Giudici hanno chiarito come, a causa della cristallizzazione che si produce con la domanda di concordato, le somme versate dai terzi dopo la domanda non possono più essere incamerate dalla banca a compensazione di quanto anticipato, avendo il credito della banca natura concorsuale.

Il Tribunale ha altresì affermato che il predetto effetto si produce automaticamente dal deposito della domanda di concordato e dalla sua pubblicazione presso il registro delle imprese.

Nel Decreto viene infine spiegato che, allo stesso modo, non vi è motivo di autorizzare lo scioglimento dei contratti di anticipazione pro solvendo poiché se i contratti non sono opponibili alla procedura, non è necessario ottenerne lo scioglimento; diversamente se sono opponibili, gli stessi dovranno considerarsi a garanzia delle anticipazioni, garanzie che non possono essere escusse a causa della pendenza della procedura di concordato.

In conclusione, si ritiene doveroso segnalare ai lettori di Iusletter che la sentenza in commento si pone in contrasto con un orientamento recentemente affermato dalla Suprema Corte.

Secondo tale indirizzo, è invece ammessa la compensazione tra il credito vantato dalla Banca nei confronti della società in bonis ed il credito da questa ultima vantato in relazione al mandato conferito alla Banca di procedere all’incasso dei pagamenti derivanti dalle ricevute bancarie anticipate (cfr. Cass. 1 settembre 2011, n. 17999 e Cass. 5 agosto 1997, n. 7194).

La Corte, nelle citate sentenze, ha poi precisato come la motivazione sottesa alla possibilità di operare legittimamente la compensazione riposi sull’indiscusso principio di prosecuzione, nell’ambito della procedura di concordato preventivo, dei rapporti giuridici in corso alla data della presentazione della domanda, con la conseguenza di dover applicare a tali rapporti le clausole contrattuali ivi previste, tra le quali l’eventuale “patto di compensazione”.

Trib. Prato, Decreto del 23 settembre 2015 (leggi la sentenza)

Davide Manzo d.manzo@lascalaw.com

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