Conto corrente: firmato e datato?

Conto corrente: firmato e datato?

Per ritenere valida la stipula di un contratto di conto corrente bancario non è necessaria la sottoscrizione da parte della banca. È, infatti, sufficiente che il contratto sia redatto per iscritto, che ne sia consegnata copia al cliente e che vi sia la sottoscrizione di quest’ultimo, potendosi desumere il consenso della banca alla stregua di comportamenti concludenti.

Viene così confermato il principio espresso dalle ordinanze della Cassazione n. 14646/2018 e n. 16070/2018, secondo le quali il requisito della forma scritta del contratto di conto corrente va inteso non in senso strutturale, ma funzionale. Sulla base di tale principio il Collegio accoglieva l’opposizione allo stato passivo proposta dall’istituto di credito. Veniva rigettata, altresì, la censura mossa dal Curatore relativamente alla mancanza di data certa anteriore al fallimento del contratto allegato con la domanda di ammissione.

Come noto, la documentazione prodotta in un fallimento a supporto di un credito deve consentire alla Curatela di verificare che la stessa si sia formata in epoca anteriore alla procedura concorsuale medesima. Secondo l’articolo 2704 c.c., è possibile provare la data di una scrittura privata, oltre che con l’allegazione di documenti muniti di data certa, mediante ogni “altro fatto” che stabilisca in modo ugualmente certo il momento della formazione del documento. Posto che l’articolo 2704 c.c. non contiene un’elencazione esaustiva di tali “altri fatti”, spetta al giudice di merito la valutazione, nel singolo caso, dell’effettiva sussistenza del fatto idoneo a dimostrare la data certa.

Rispetto al caso in esame, quindi, è corretta la ricostruzione del giudice dell’opposizione ove ritiene raggiunta la prova, per presunzioni, della anteriorità del contratto di conto corrente al fallimento e, dunque, la relativa opponibilità ad esso, sulla base del mutamento di denominazione sociale del correntista o comunque la sua trasformazione in data anteriore al fallimento.

“La mancata sottoscrizione del documento contrattuale da parte della banca non determina la nullità per difetto della forma scritta ex art. 117, comma 1 TUF”.

“Il mutamento di denominazione sociale del correntista o comunque la sua trasformazione in data anteriore al fallimento consente di ritenere raggiunta la prova, per presunzioni, della anteriorità del contratto di conto corrente al fallimento e dunque la relativa opponibilità ad esso”.

Tribunale di Benevento, decreto del 26 settembre 2019

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

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