Contratti Bancari

Conto corrente bancario: termine di decorrenza della prescrizione

– in Il Corriere del Merito, n. 6/11, pag. 577

Traendo spunto dalla sentenza del Tribunale di Napoli 16 aprile 2011, l’Autore nella nota a commento esamina brevemente la questione del termine di decorrenza della prescrizione nei contratti di conto corrente bancario, questione che negli ultimi anni è stata oggetto di ampio dibattito e di orientamenti giurisprudenziali contrastanti.

In passato i giudici avevano, infatti, manifestato due contrastanti opinioni:

–  secondo un primo orientamento il dies a quo sarebbe individuabile nella data di chiusura del conto corrente, individuata quale momento a partire dal quale soltanto si definiscono i rapporti di credito o debito tra le parti;
–  secondo un altro orientamento, invece, la prescrizione inizia a decorrere dalle singole operazioni di addebito, ai sensi dell’art. 2935 c.c., anche perché nel rapporto di conto corrente bancario il saldo è sempre disponibile, senza necessità di attenderne la chiusura. 

Con sentenza n. 22418 del 2 dicembre 2010 sono intervenute in materia le Sezioni Unite della Cassazione, le quali hanno precisato che per individuare i dieci anni entro i quali i correntisti hanno il diritto di avanzare pretese restitutorie nei confronti degli istituti di credito occorre operare una distinzione:

– in caso di versamenti effettuati in presenza di un contratto di apertura di credito in conto corrente, allo scopo di ripristinare la provvista concessa, non si può parlare di pagamenti e, pertanto, il termine prescrizionale inizia a decorrere solo con la chiusura del rapporto;
– qualora i versamenti siano eseguiti in assenza di una formale apertura di credito e, dunque, su conti passivi o scoperti, poiché gli stessi hanno una funzione solutoria di pagamento, determinano immediatamente il sorgere del diritto alla ripetizione del pagamento indebito e fanno perciò decorrere subito il termine di prescrizione.

Da ultimo il D. L. 29 dicembre 2010, n. 225 (c.d. decreto milleproroghe) all’art. 2, comma 61 ha stabilito che “In ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’articolo 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.

Tale norma ha, pertanto, capovolto la decisione della Suprema Corte quanto alle azioni di ripetizione che traggono origine dalla capitalizzazione trimestrale degli interessi.

E, proprio alla luce di tale disposizione, nel caso sottoposto al suo esame il Giudice napoletano ha ritenuto irripetibili i pagamenti ormai coperti da prescrizione.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

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