Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Conto aperto? Occhio alla domanda e… all’onere della prova

“Nel caso in cui il conto corrente sia ancora in essere al momento della notificazione della citazione – come nel caso in esame – è inammissibile qualsiasi domanda di ripetizione di indebito, fondata sul presupposto della nullità di alcune delle clausole del contratto”.

Questo il principio espresso dal Tribunale di Foggia con una recente sentenza dello scorso gennaio. La pronuncia, invero, non ha portata innovativa, ma conferma l’orientamento giurisprudenziale che preclude al correntista di agire nei confronti della banca chiedendone la condanna/ripetizione, nel caso in cui il rapporto, la cui tenuta si intende censurare, sia ancora acceso al momento della proposizione della domanda giudiziale.

Nel frangente, l’attore correntista adiva il Tribunale per ottenere la ripetizione di somme asseritamente corrisposte in applicazione di clausole nulle e/o in virtù di prassi illegittime. Ebbene il Giudice, come richiamato in premessa, ha dunque ritenuto inammissibile la domanda di pagamento proposta, sul presupposto che, in costanza di rapporto, i versamenti effettuati non integrano un pagamento ripetibile, cosa che può verificarsi solamente con la chiusura del medesimo.

La dr.ssa Del Monaco, più precisamente, ha sottolineato che l’annotazione in conto corrente di una posta, relativa a commissioni o ad interessi in ipotesi illegittimamente addebitati, comporta, difatti, unicamente un incremento del debito del correntista o, nel caso di affidamento, una riduzione del credito in ipotesi disponibile, ma in alcun caso si risolve in un trasferimento patrimoniale ed in una rimessa solutoria e quindi in un pagamento, oggetto di possibile ripetizione”.

Nel caso di specie è stata pertanto respinta la domanda attorea posto che, come detto, l’azione di ripetizione di indebito presuppone la chiusura del rapporto cui si riferisce la relativa pretesa e tale situazione non si era ancora, nello specifico, verificata.

La pronuncia in commento, oltre al tema appena esaminato, appare significativa anche sotto il differente profilo dell’onere probatorio, argomento che il magistrato ha esaminato in relazione alla ulteriore domanda di accertamento negativo del credito, domanda che – al contrario di quella di ripetizione – è stata ritenuta ammissibile.

Invocando le regole generali in tema di onere della prova, il magistrato – anche richiamando, sul punto, gli insegnamenti della Suprema Corte (sent. 9201/2015 e sent 20693/2016) – ha ribadito il principio per cui spetta al correntista “lo specifico onere di produrre non solo il contratto costituente il titolo del rapporto dedotto in lite (…) ma anche gli estratti conto periodici dalla data di avvio dello stesso”.

Ebbene, nella fattispecie in discussione, il rilevato difetto di allegazione degli estratti conto da parte dell’attore (seppur per alcune mensilità) ha comportato il rigetto della domanda di accertamento formulata.

Il Tribunale di Foggia ha dunque concluso sia per l’inammissibilità della domanda di ripetizione di indebito sia per il rigetto di tutte le ulteriori domande – fra cui quella di accertamento- per difetto di allegazione/prova.

Tribunale di Foggia, 23 gennaio 2019, n. 201

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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