Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Il consumatore immeritevole e i requisiti per l’ammissione del piano

Il requisito della meritevolezza richiesto dall’art. 12 bis L. 3/2012 non può ritenersi sussistente quando il consumatore abbia assunto le obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere o abbia colposamente determinato il sovraindebitamento facendo un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

Il ricorso per l’accesso alla procedura di sovraindebitamento deve essere dichiarato inammissibile quando, a causa della mancata descrizione delle caratteristiche proprie di ciascun debito, l’esposizione della situazione debitoria risulti confusa e incerta.

Inoltre, avendo la procedura di soluzione della crisi di sovraindebitamento natura concorsuale, i creditori privilegiati non possono essere equiparati a quelli chirografari, in quanto soltanto per i primi la falcidia del credito è subordinata all’incapienza dei beni (art. 7, comma 1, L. 3/2012) e la dilazione del pagamento non può superare l’anno dall’omologa (art. 8, comma 4 L. 3/2012).

Il piano del consumatore deve essere dichiarato inammissibile anche quando risultano carenti gli elementi di prova della fattibilità del piano, ad esempio nel caso in cui il debitore non indichi la fonte delle somme da destinare ai creditori, e quando la durata del piano sia eccessivamente lunga, ad esempio perché superiore ai 5 anni.

Quando l’inadeguatezza della proposta da un punto di vista formale e sostanziale richiede una modifica in radice del piano, la domanda deve essere dichiarata inammissibile e a tale carenza non può porsi rimedio con una mera richiesta di integrazione e di produzione di ulteriori documenti a norma dell’art. 9, comma 3 ter L. 3/2012.

Tribunale di Rimini,  sentenza del 19 aprile 2018

Nunzia Gaetani – n.gaetani@lascalaw.com

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