Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Il consumatore tra decadenza dal beneficio del termine e ammortamento alla francese

Il Tribunale di Lecce chiarisce alcuni aspetti in punto di decadenza dal beneficio del termine e ammortamento alla francese nei rapporti di credito al consumo.

La decisione in commento, in primo luogo, affronta il tema della forma della decadenza dal beneficio del termine ribadendo il costante orientamento secondo cui, ai sensi dell’art. 1186 c.c., la decadenza può verificarsi con la sola notifica dell’atto giudiziale senza che sia preceduta da una comunicazione stragiudiziale.

Il Giudice, in dettaglio, afferma che la decadenza dal beneficio del termine può essere dichiarata con la semplice notifica del decreto ingiuntivo: “Va rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per decreto ingiuntivo per mancato preventivo esercizio del diritto di avvalersi della clausola di decadenza dal beneficio del termine, avendo il creditore, con la notifica del decreto ingiuntivo, esercitato e quindi determinato da decadenza del beneficio del termine contrattualmente previsto”.

Il Tribunale respinge altresì l’eccezione del consumatore che mirava ad accertare la natura illegittima del piano di ammortamento alla francese (tema molto attuale che continua ad interessare il contenzioso bancario).

Sul punto, il Giudice riconosce la piena legittimità del piano di ammortamento alla francese, chiarendo che tale tipologia di ammortamento non comporta – di per sé – l’applicazione di anatocismo vietato: “Il metodo di costruzione del piano di ammortamento cd. alla francese o progressivo non sottende il fenomeno dell’anatocismo vietato ai sensi dell’art. 1283 cc. L’imputazione dei pagamenti prevalentemente in conto di interessi e solo in minima parte in conto capitale (con quota parte capitale crescente) risulta assolutamente rispondente alla regola prevista nell’art. 1194 cc. e non dà, ex sé, luogo ad un fenomeno di anatocismo, sussistendo lo stesso solo quando gli interessi vadano a costituire la base di calcolo per la produzione di ulteriori interessi, ipotesi nel caso di specie non provata”.

Respinte le doglianze del consumatore il Tribunale ha rigettato l’opposizione e confermato il decreto ingiuntivo con condanna alle spese di lite.

Trib. Lecce, 18 febbraio 2021

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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