Diritto Processuale Civile

Consulenza tecnica preventiva per la composizione della lite, presupposti e limiti di ammissibilità

Tribunale di Parma, 22 settembre 2014 (leggi la sentenza per esteso)

L’odierno contributo sottopone all’attenzione dei lettori una recentissima sentenza pronunciata dal Tribunale di Parma, in merito all’istituto della consulenza tecnica preventiva di cui all’art. 696-bis c.p.c.

Come noto, la disposizione de qua si colloca in materia di procedimenti di istruzione preventiva volti a deflazionare il contenzioso ed ha quale finalità “l’accertamento e la determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito”.

Da questa impostazione, discende che l’opera del consulente debba limitarsi all’accertamento anticipato del quantum debeatur, senza sconfinare nell’an debeatur sit.

La norma, pertanto, è applicabile quando la contestazione  verta essenzialmente sul quantum  e lo stesso sia di difficile determinazione, sicchè appare altamente probabile che, con l’intervento di un consulente che lo determini, la lite possa essere conciliata.

Nella pronuncia in esame, il Tribunale di Parma dichiara inammissibile un ricorso ex art. 696- bis c.p.c., rilevandone la carenza dei presupposti di ammissibilità.

Il Giudice di merito, in ossequio alla ratio normativa, dichiara il procedimento inammissibile in quanto esula dall’ambito di indagini di natura tecnica, mirando ad accertare la sussistenza dell’obbligazione e l’individuazione del soggetto obbligato.

Secondo il Tribunale, testualmente il criterio risolutivo per l’ammissibilità della CTP è “che la materia del contendere sia tale che l’esito della stessa sia, in astratto, idonea a comporre la lite in quanto è pacifico il fatto storico e non vi sono questioni, all’infuori di quella concernente il profilo “tecnico” della responsabilità”.

Nel riaffermare, per quanto detto, lo scopo della norma, il Tribunale evidenzia anche che, seppure le contestazioni debbano riguardare il quantum debeatur, la consulenza tecnica preventiva possa essere disposta anche a fronte di contestazioni circa l’an della pretesa a condizione che la stessa sia comunque volta ad acquisire elementi tecnici di fatto in sé risolutivi.

9 ottobre 2014

(Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com)

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