Consob: attenzione ai costi dei servizi di investimento

Consob: attenzione ai costi dei servizi di investimento

In data 1° marzo 2019, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (“Consob”) ha pubblicato il “Richiamo di attenzione n. 2 del 28 febbraio 2019”, avente ad oggetto le “informazioni sui costi e gli oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari”, con cui richiama l’attenzione degli intermediari sull’osservanza della normativa vigente in materia di trasparenza informativa su costi e oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento.

In particolare, occorre premettere che la nuova disciplina introdotta con la Direttiva (UE) 2014/65 (c.d. “MiFID II”) (tra cui, il D.Lgs. 58/1998, il Regolamento delegato (UE) 2017/565, il Regolamento Intermediari n. 20307/2018), impone in modo incondizionato, chiaro ed esplicito, agli intermediari di fornire agli investitori, ex ante ed ex post, informazioni in forma aggregata (che su richiesta del cliente devono essere presentate anche in forma analitica) su tutti i costi ed oneri connessi ai servizi prestati ed agli strumenti finanziari, per consentire al cliente di conoscere il costo totale ed il suo effetto complessivo sul rendimento.

Ai sensi della disciplina introdotta con la “MiFID II”, le informazioni devono essere corrette, chiare e non fuorvianti e vanno rese in una forma comprensibile.

Al fine di potere ottemperare a tali obblighi (come chiarito nelle Q&A dell’ESMA del 16 dicembre 2016, “Questions & Answers on MiFID II and MiFIR investor protection topics”, nella Sezione 9, “Information on costs and charges”), qualora le informazioni sugli strumenti finanziari non siano pubblicamente disponibili, gli intermediari distributori dovrebbero mettersi nelle condizioni di ottenere i dati necessari dai produttori, laddove non siano essi stessi i manufacturer dello strumento.

Quando, invece, l’intermediario non riesca ad ottenere i dati dal produttore in tempo utile dovrebbe prima di tutto valutare se può fornire informazioni adeguate al cliente sui costi e gli oneri dello strumento finanziario. Se l’intermediario distributore ritiene di non essere in grado di ottenere informazioni sufficienti sui prodotti offerti per adempiere ai propri obblighi nel quadro della MiFID II, dovrebbe, nell’ambito delle proprie scelte di product governance, evitare di inserirli nella propria gamma prodotti.

Ad ogni modo, le informazioni ex ante sui costi e gli oneri vanno rese in tempo utile prima della prestazione del servizio. È, dunque, necessario che l’intermediario, prima di commercializzare uno strumento finanziario, si assicuri di poter effettuare, in assenza di costi puntualmente determinabili, almeno stime ragionevoli e sufficientemente accurate da rappresentare ex ante al cliente nei termini richiesti dalla normativa.

Le informazioni sui costi e gli oneri vanno, altresì, rendicontate ex post su base periodica almeno annuale.

In tale contesto, nell’invio dei rendiconti periodici, gli intermediari devono attenersi alle previsioni che abbiano a tale scopo introdotto nella contrattualistica con la clientela e, in ogni caso, li trasmettono prima possibile a decorrere dalla maturazione del periodo di riferimento.

Per concludere, si segnala che la Consob comunica che i presidi adottati per la trasparenza ex ante ed ex post, aggregata e disaggregata, sui costi e gli oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari dovranno essere compiutamente illustrati nella prossima “Relazione sui servizi” da trasmettere alla Consob entro il 31 marzo p.v.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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