Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Il consenso del creditore? Sempre necessario, se vuoi rinegoziare il mutuo

Con un recente arresto, il Tribunale di Torre Annunziata ha analizzato, nell’ambito di un giudizio di opposizione all’esecuzioni, i requisiti soggettivi e oggettivi necessari per poter sospendere l’esecuzione immobiliare in pendenza di un’istanza presentata ai sensi dell’articolo 41-bis, l. n. 157/2019.

Il citato articolo ha introdotto nell’ordinamento italiano la possibilità per il debitore di richiedere la rinegoziazione del contratto di mutuo.

Come chiarito dal Tribunale campano, si può procedere a tale rinegoziazione se sussistono i seguenti requisiti: in primo luogo, l’art. 41-bis della l. 157/2019 ha delimitato lo spazio temporale di applicazione alle procedure esecutive promosse dal gennaio 2010 al giugno 2019; in secondo luogo, la norma ha introdotto limitazioni sia di tipo soggettivo (legate quindi alla natura del creditore e del debitore), sia di tipo oggettivo (importo del mutuo, importo ancora da versare etc.), sia legate alla procedura esecutiva in concreto, quali ad esempio la presenza o meno di creditori intervenuti, il rimborso delle spese dell’esecuzione e la mancata adesione del debitore alla procedura di sovraindebitamento ex legge 3/2012.

Nel caso di specie, pur in presenza dei requisiti appena analizzati, il Tribunale adito non ha accolto l’istanza presentata da parte debitrice, in quanto ha verificato la mancanza di un ulteriore e fondamentale requisito previsto dalla citata norma ovverosia il consenso del creditore procedente, con la conseguenza che l’istanza in esame può essere assimilata, in tutto e per tutto, all’istanza di sospensione concordata ai sensi dell’art. 624 bis c.p.c.

Secondo il Tribunale campano, quindi, “la sospensione della procedura esecutiva non è un effetto automatico che scaturisce dalla mera presentazione dell’istanza, ma occorre il consenso del creditore procedente”.

A ciò si aggiunga che il consenso del creditore procedente si rende necessario anche nell’ipotesi in cui, per poter accedere ai benefici previsti dalla norma citata, il debitore presenti domanda di finanziamento presso una banca terza.

Difatti, secondo il provvedimento in esame, benché il dettato normativo non dica nulla in merito, “appare logicamente necessario ritenere che l’istanza di finanziamento rivolta alla banca terza debba essere … sottoposta al creditore procedente”.

Nella fattispecie in esame, neanche in questa ipotesi, il debitore opponente aveva raccolto il consenso del procedente, con la conseguenza che il Tribunale di Torre Annunziata si è visto costretto a rigettare l’istanza di sospensione avanzata ai sensi dell’art. 41-bis, l. 157/2019.

Tribunale di Torre Annunziata, 24 settembre 2020

Martina Di Maio – m.dimaio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

“Le spese per l'iscrizione della ipoteca giudiziaria non possono essere legittimamente liquidate n...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Una recente Ordinanza emessa dalla VI Sezione Civile della Corte di Cassazione ha sancito il princip...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Cari lettori, all’indomani della pubblicazione del DL 137/202, c.d. Decreto Ristori, non possia...

Coronavirus

X