La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Conseguenze negative per CHI “ingolfa” la giustizia!

Nell’attesa che le Sezioni Unite intervengano a dirimere il contrasto giurisprudenziale in tema di mediazione e del connesso onere di attivazione della procedura nell’ambito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, un’altra sentenza si aggiunge al novero delle pronunce “favorevoli” a ritenere che questo debba senza dubbio ricadere sull’opponente.

Con una recentissima sentenza del 20 maggio scorso, il Tribunale di Reggio Calabria ha dichiarato improcedibile l’opposizione a decreto ingiuntivo poiché l’opponente, non solo non aveva avviato la procedura di mediazione prima di intraprendere il giudizio, ma non aveva neppure ottemperato al successivo ordine del giudice, che – all’esito della prima udienza – aveva concesso alle parti un termine per introdurre tale procedura.

Per l’effetto, ha motivato il Giudice investito della controversia, essendo l’opponente il solo onerato dell’obbligo di attivare la mediazione (cfr. Cass. n. 24629/2015), deve essere dichiarata l’improcedibilità della domanda formulata con l’opposizione, con conseguente consolidamento degli effetti del decreto ingiuntivo ex art. 653 c.p.c.

La ragione, peraltro, – come ormai noto – muove le premesse dal consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo cui l’esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria è condizione di procedibilità, non di proponibilità, della domanda giudiziale (cfr. Cass. Sez. III Civile, ord. 22 febbraio 2017, n. 9557).

Il che conferma, ancora una volta, che la scelta di introdurre il giudizio di cognizione si pone in contrasto con la ratio degli istituti deflattivi, che rispondono a logiche di efficienza processuale e ragionevole durata del processo, in virtù del principio costituzionale previsto dall’ art. 111, comma 2, Cost.; pertanto, l’onere di attivare la procedura di mediazione deve gravare su colui il quale sceglie la strada più “dispendiosa” in termini di durata e di efficienza.

Come si pronuncerà la Suprema Corte sul tema? Non resta che attendere.

Nel frattempo, quanto deciso dal Tribunale di Reggio Calabria con sentenza del 20 maggio 2020 appare inevitabilmente in linea con quanto statuito già in passato dalla Cassazione; confidiamo, pertanto, che le Sezioni Unite confermino tale orientamento.

Trib. Reggio Calabria, 20 maggio 2020 

Chiara Gabriele  – c.gabriele@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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