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Conflitto tra sequestro e ipoteca: la soluzione è l’armistizio

Il sequestro conservativo trascritto da un creditore comporta, in sede distributiva, l’inefficacia nei suoi confronti delle ipoteche iscritte successivamente al sequestro stesso, ma non modifica la natura del credito del sequestrante, che, se chirografario, concorrerà in via proporzionale con tutti gli altri crediti sul ricavato di vendita, secondo le regole generali.

Il Tribunale di Padova ha risolto così un conflitto sorto tra il creditore sequestrante e il creditore che, dopo la trascrizione del sequestro, aveva iscritto un’ipoteca di secondo grado sui beni del debitore. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 2906 e 2916 c.c., nella distribuzione della somma ricavata dalla vendita non si deve tener conto delle ipoteche iscritte successivamente al sequestro, che risultano, quindi, inefficaci nei confronti del sequestrante.

Tale disciplina, però, contrariamente a quanto sostenuto nel corso procedimento dal creditore sequestrante, non crea alcun privilegio in favore di quest’ultimo, con la conseguenza che, se la natura del suo credito è chirografaria, non potrà essere preferito nella distribuzione ad ogni altro credito, ma dovrà invece concorrere con tutti gli altri creditori alla ripartizione del ricavato in proporzione alla somma a lui dovuta, ad eccezione di quelli che vantino prelazione o privilegio anteriore al sequestro.

Dall’ordinanza in commento emerge, inoltre, che l’inefficacia delle ipoteche iscritte dopo il sequestro conservativo ha carattere relativo, poiché opera esclusivamente in favore del creditore sequestrante. Perciò, una volta individuata la quota proporzionale del ricavato di vendita di spettanza di quest’ultimo, ciò che residua dovrà essere distribuito sulla base dei diritti di prelazione iscritti, che riprendono quindi piena validità gli uni nei confronti degli altri.

In definitiva, in termini pratici, qualora sui beni immobili oggetto di una procedura esecutiva risulti trascritto un sequestro conservativo, il metodo indicato dal Giudice padovano per procedere alla predisposizione del progetto di distribuzione dovrebbe prevedere:

  • – il pagamento dei crediti prededucibili e di quelli con privilegio o prelazione precedente al sequestro;
  • – l’individuazione della quota di spettanza del creditore sequestrante sulla base degli ordinari criteri generali in tema di crediti chirografari;
  • – la ripartizione del residuo ricavato di vendita tra gli ulteriori creditori, con applicazione, nei rispettivi confronti, delle regole ordinarie in tema di privilegio e/o prelazione.

Una soluzione senz’altro condivisibile per la pace tra i creditori.

Tribunale di Padova, ordinanza del 4 gennaio 2019

Enrico Villa – e.villa@lascalaw.com

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