Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Il condomino ha diritto di esaminare i documenti contabili

Il condomino ha senz’altro il diritto di accedere alla documentazione contabile in vista della consapevole partecipazione all’assemblea condominiale e a tale diritto corrisponde l’onere dell’amministratore di predisporre un’organizzazione, sia pur minima, che consenta la possibilità di esercizio di tale diritto.

Lo ha precisato la seconda sezione civile della Cassazione in una recente ordinanza.

Nel caso di specie, un condomino aveva impugnato la delibera assembleare assunta dal condominio lamentando la violazione del proprio diritto di esaminare la documentazione contabile posta a fondamento dell’approvazione del consuntivo dell’anno precedente e del bilancio preventivo relativo al nuovo esercizio.

Il condominio, nella persona dell’amministratore, si era costituito chiedendo il rigetto della domanda. Chiamati a pronunciarsi sulla domanda i giudici di merito avevano respinto la domanda attorea poiché, a loro dire, l’accoglimento della richiesta del condomino, formulata a ridosso dell’assemblea, avrebbe di certo ostacolato l’attività di amministrazione e comportato un rinvio dell’assemblea stessa

Tale interpretazione non ha tuttavia trovato il favore della Cassazione investita della questione che ha rilevato come seppur sia vero che il diritto del condomino vada contemperato con l’esigenza di salvaguardare l’attività di amministrazione, nel rispetto dei principi di buona fede e correttezza e senza gravare sul condominio, è anche vero che la giurisprudenza di legittimità ha più volte ribadito che il condomino ha diritto di partecipare all’assemblea consapevolmente e dunque ha il diritto di visionare la documentazione contabile facendone richiesta all’amministratore il quale, a sua volta, ha l’onere di attrezzarsi, predisponendo un’organizzazione adeguata, anche minima, che consenta l’esercizio di tale diritto. Di tale organizzazione il condomino dovrà essere messo al corrente dal momento che, come dalla Suprema Corte evidenziato, “l’onere della prova della inesigibilità della richiesta e della sua non compatibilità con le modalità previamente comunicate incombe sull’amministratore e, quindi, in sede di impugnazione della delibera assembleare, al Condominio, ove intenda resistere all’azione del condomino dissenziente”.

Sulla scorta dei principi di diritto evidenziati, la Cassazione ha rinviato la causa alla Corte d’appello competente.

Cass., Ord., 20 febbraio 2020, n. 4445

Federica Vitucci – f.vitucci@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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