Che confusione…saranno le immissioni

Condizione sospensiva non avverata: nessuna provvigione per il mediatore

Nel caso in cui l’efficacia del contratto di locazione sia subordinato al verificarsi di una determinata condizione il diritto al compenso per il mediatore sorgerà solo nel momento in cui tale condizione si sarà realizzata.

La sentenza in commento affronta il problema della relazione fra un contratto di affitto sottoposto alla condizione sospensiva, rappresentata dal rilascio delle licenze per lo svolgimento dell’attività di pub, poi non verificatasi, e il diritto ad ottenere la provvigione per l’attività di mediazione svolta dai titolari dell’agenzia immobiliare.

Nel caso di specie, il conduttore ha adito il Tribunale al fine di ottenere la restituzione della provvigione corrisposta ai due agenti immobiliari, nonché dell’importo che esso promittente conduttore aveva consegnato come deposito cauzionale ai mediatori.

La domanda era stata respinta in primo grado ma, in sede di gravame, la Corte di Appello ha condannato i mediatori alla restituzione della provvigione, mentre ha confermato che gli stessi non avevano alcun obbligo di restituzione del deposito cauzionale poiché tale richiesta, al più, poteva essere avanzata nei confronti del locatore.

Il conduttore ha quindi proposto ricorso per cassazione. Con il primo motivo l’istante si è lamentato della mancata condanna dei mediatori alla restituzione della somma versata a titolo di deposito cauzionale. Infatti, secondo il ricorrente il giudice di merito non poteva ritenere corretta la consegna, da parte dell’agenzia immobiliare, dell’assegno cauzionale alla società proprietaria dell’immobile così come aveva ritenuto che i mediatori non potessero incassare gli assegni consegnati a titolo di provvigione.

Con il secondo motivo il ricorrente ha evidenziato l’esistenza di un contrasto tra alcune parti della sentenza. La Corte d’Appello avrebbe errato nel considerare conosciuta l’accettazione della proposta.

La Corte di Cassazione, tuttavia, ha rigettato le domande affermando che il contratto di affitto si era perfezionato già con la conoscenza dell’accettazione della proposta da parte dell’offerente, mentre l’insussistenza del diritto al compenso, da parte del mediatore, era stata correttamente motivata in applicazione dell’art. 1757, comma 1, c.c.., norma che subordina il diritto al compenso al verificarsi della condizione.  Allo stesso modo, l’inesistenza di un preciso dovere di restituzione del deposito cauzionale, da parte dei mediatori, era stata giustificata in base al rilievo che il contratto di affitto, seppur condizionato, si era comunque concluso tra le parti.

In base alla disciplina del contratto condizionato, durante la pendenza della condizione il titolare di un diritto è libero di disporre dello stesso, ma gli effetti di tali atti dispositivi saranno subordinati alla condizione stessa.

Il contratto condizionato, infatti, una volta concluso è senz’altro valido fra le parti, ma inizierà a produrre effetti solo al momento dell’avveramento della condizione, con la conseguenza che il mancato avveramento farà sorgere l’obbligo alla restituzione delle somme ricevute.

Cass. Civ, sez. II, 25 luglio 2019, n. 20192

Laura Vivian – l.vivian@lascalaw.com

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