Diritti reali e condominio

Condannato per diffamazione l’amministratore condominiale che affigge nell’atrio del palazzo i nomi dei condomini morosi

Cass. Pen., 29 gennaio 2013, Sez. V, n. 4364

Massima: “Integra il delitto di diffamazione il comunicato, redatto all’esito di un’assemblea condominiale, con il quale alcuni condomini sono indicati come morosi nel pagamento delle quote condominiali e vengono conseguentemente esclusi dalla fruizione di alcuni servizi, qualora esso sia affisso in un luogo accessibile – non già ai soli condomini dell’edificio per i quali può sussistere un interesse giuridicamente apprezzabile alla conoscenza di tali fatti – ma a un numero indeterminato di altri soggetti (nella specie, l’amministratore che affigge nell’androne i nominativi dei condomini in mora per non aver pagato la bolletta dell’acqua, commette reato di diffamazione: è irrilevante l’imminente distacco della fornitura idrica all’edificio e la mancanza di una sala idonea per l’affissione).” (leggi la sentenza per esteso)

La V Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4364/2013, ha rigettato il ricorso di un amministratore avverso la sentenza del Tribunale di Messina che lo ha ritenuto responsabile del reato di diffamazione, di cui all’art. 595 cod. pen., per aver espressamente indicato i nomi di alcuni condomini morosi in una comunicazione relativa all’imminente distacco della fornitura idrica.

Il Tribunale di Messina ha precisato, difatti, che la condotta dell’amministratore ha leso la reputazione di coloro che non hanno pagato le quote del servizio, poiché l’avviso, affisso sulla porta dell’ascensore del palazzo, era ben visibile non solo agli abitanti dello stabile, ma a chiunque frequentasse l’immobile.

La Corte di Cassazione, in linea con i giudici di merito, ha ritenuto il ricorso infondato e, citando la sentenza n. 35543 del 2007 ha affermato che “integra il delitto di diffamazione il comunicato redatto all’esito di un’assemblea condominiale, con il quale alcuni condomini siano indicati morosi nel pagamento delle quote condominiali e vengano conseguentemente esclusi dalla fruizione di alcuni servizi, qualora esso sia affisso in un luogo accessibile, non già ai soli condomini dell’edificio (…), ma ad un numero indeterminato di altri soggetti”.

Nel caso di specie, sottolinea la Corte, l’amministratore era da tempo a conoscenza della situazione e avrebbe potuto agire diversamente o quanto meno evitare di indicare i nomi dei condomini morosi.

Infine, la Corte ha ricordato che, in tema di delitti contro l’onore, la costante giurisprudenza non richiede la presenza di un “animus iniurandi vel diffamandi”, ma è sufficiente il dolo generico, ovvero “la consapevolezza di usare parole ed espressioni socialmente offensive in base al significato che vengono ad assumere nel contesto, e senza una un diretto riferimento alle intenzioni dell’agente

(Tiziana Francolino – t.francolino@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Con riferimento alle condizioni che legittimano il conduttore a sospendere, in tutto o in parte, il ...

Diritti reali e condominio

La rivincita del promissario acquirente

La Cassazione, con una recentissima sentenza, si è pronunciata su una questione di immediata applic...

Diritti reali e condominio

Vado a stare da papà

La VI Sezione Civile della Suprema Corte, con una recentissima ordinanza, si è pronunciata su una i...

Diritti reali e condominio

X