Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Concorso in bancarotta fraudolenta per i sindaci poco “scrupolosi”

Nei reati di bancarotta fraudolenta, è ammissibile il concorso di un componente del collegio sindacale con l’amministratore di una società, che può realizzarsi anche attraverso un comportamento omissivo del controllo sindacale.

Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari a carico dei componenti del collegio sindacale, per i reati di bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale.

Avverso la suddetta ordinanza il Pubblico Ministero ha proposto ricorso per cassazione, lamentando l’erronea ricostruzione dei fatti svolta dal Giudice del Riesame.

La Suprema Corte ha innanzitutto evidenziato che, in tema di bancarotta, la giurisprudenza di legittimità ha avuto modo di precisare la configurabilità del concorso dei componenti del collegio sindacale nei reati commessi dall’amministratore della società, anche a titolo di omesso controllo sull’operato di quest’ultimo o di omessa attivazione dei poteri loro riconosciuti dalla legge.

In altri termini, nei reati di bancarotta è ammissibile il concorso di un componente del collegio sindacale con l’amministratore di una società, che può realizzarsi anche attraverso un comportamento omissivo del controllo sindacale, il quale non si esaurisce in una mera verifica formale, ma comprende il riscontro tra la realtà e la sua rappresentazione.

Pertanto, secondo la Cassazione sussiste la responsabilità del componente del collegio sindacale qualora vi siano puntuali elementi sintomatici, dotati del necessario spessore indiziario, in forza dei quali l’omissione del potere di controllo non sia meramente colposa, ma si trasformi in elemento dimostrativo del dolo, consistente nell’accettazione del rischio per cui l’omesso controllo avrebbe potuto consentire la commissione di illeciti da parte degli amministratori.

Ne consegue che in quanto investiti di peculiari funzioni di controllo, da esercitare, peraltro, con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell’incarico, anche i sindaci possono essere chiamati a rispondere dei reati di bancarotta fraudolenta per fatti propri degli amministratori.

Alla luce delle su espresse motivazioni, la Suprema Corte ha annullato l’ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva revocato gli arresti domiciliari disposti a carico dei sindaci, con rinvio per nuovo esame al Tribunale del Riesame ed esplicito invito ad un più rigoroso accertamento della responsabilità dei componenti del collegio sindacale.

Cass., V Sez. Pen., 10 maggio 2016, n. 19470 (leggi la sentenza)

Fabrizio Manganiellof.manganiello@lascalaw.com

Davide Manzod.manzo@lascalaw.com

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