Concordato preventivo: linee di credito autoliquidanti e prededuzione dei relativi crediti

In materia di concordato preventivo, il mantenimento delle linee di credito autoliquidanti concesse dagli Istituti di credito ed il loro utilizzo rientrano fra gli atti di ordinaria amministrazione, con riconoscimento, altresì, della natura prededuttiva dei relativi crediti maturati in costanza di procedura.

Ai sensi dell’art. 169 bis  L.F. la continuazione dei contratti in corso è la regola generale.

In particolare, anche i contratti bancari cd autoliquidanti (obblighi di anticipazione, nei limiti dell’accordato, da parte della banca; esecuzione del mandato all’incasso; operatività dell’eventuale patto di compensazione), che siano in corso di esecuzione alla data del deposito del ricorso per concordato, sono da ritenersi atti di ordinaria amministrazione.

Non si tratta, infatti, di assunzione di nuovi finanziamenti, ma di mere variazioni all’interno di una provvista già concessa.

Nondimeno occorre tenere presente che la giurisprudenza di legittimità in applicazione del disposto degli artt. 169 e 56 L.F. ha ritenuto non compensabili i crediti della banca mandataria all’incasso verso il debitore concordatario con le somme riscosse dopo il deposito della domanda di concordato, salva l’ipotesi di uno specifico patto di compensazione anteriore l’apertura della procedura, patto che investa la banca di un potere di riscuotere come una vera e propria cessionaria (Cfr. Cassazione civile, sez. I 01 settembre 2011).

Pertanto, gli atti di esecuzione dei contratti in oggetto debbono essere qualificati certamente come atti di ordinaria amministrazione, senza necessità di preventiva autorizzazione al loro compimento da parte del Tribunale.

Tale principio non è neppure in contrasto con l’art. 182-quinquies L.F., secondo il cui disposto il debitore può chiedere di essere autorizzato al mantenimento di linee di credito autoliquidanti pendenti al momento del deposito della domanda.

La norma appena richiamata non ha difatti la funzione di introdurre il principio della cessazione, con la domanda di concordato, dell’efficacia dei contratti autoliquidanti in essere e dell’obbligatorietà dell’autorizzazione alla prosecuzione, bensì la funzione esemplificativa del tipo di finanziamenti a cui l’impresa in concordato prenotativo può accedere.

Trib. Ancona, 11 novembre 2016 (leggi la sentenza)

Anna Porcari a.porcari@lascalaw.com

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