Crisi e procedure concorsuali

Concordato preventivo: la soddisfazione dei creditori e l’apporto di finanza esterna

Tribunale di Pesare, 13 novembre 2014 (leggi la sentenza)

L’argomento che si segnala ai lettori verte sulla pronuncia emessa dal Tribunale di Pesaro in materia di concordato preventivo e nello specifico sulle percentuali di soddisfacimento sottoposte ai creditori.

Al tribunale, infatti, compete, anche in sede di omologazione, la verifica della idoneità della proposta concordataria all’effettivo soddisfacimento del ceto creditorio; è compito di tale organo determinare la misura al disotto del quale il soddisfacimento risulta essere inconsistente; nella specie è stata ritenuta tale una percentuale inferiore al 2%.

Il Tribunale di Pesaro, infatti, ritiene non sia omologabile il progetto concordatario, in quanto, la percentuale promessa risulta evidentemente irrisoria e quindi non idonea a soddisfare quanto prefissato dalla procedura concordataria; ciò in quanto detto progetto deve essere necessariamente caratterizzato da limitazioni in tema di modalità satisfattive idonee a garantire un minimo di tutela del diritto di credito a favore della minoranza dissenziente.

Quanto precede anche in considerazione del fatto che i valori dell’attivo – per la maggior parte costituito da immobili – dovranno verosimilmente andare incontro ai ribassi imputabili all’attuale congiuntura economica.

Il provvedimento evidenzia, inoltre, come la proposta concordataria configuri lesione dell’ordine delle cause legittime di prelazione in considerazione del fatto che, pur ricorrendo all’apporto di finanza esterna, detto apporto viene utilizzato, unitamente a parte dell’attivo patrimoniale del debitore, per soddisfare in parte i creditori chirografari e ciò a fronte della falcidia dei creditori privilegiati.

26 gennaio 2015

Valeria Sallemi – v.sallemi@lascalaw.com

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