Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Concordato preventivo: la maggioranza dei creditori chirografari può falcidiare un credito privilegiato capiente?

La falcidia del credito erariale privilegiato non è paragonabile alla falcidia di qualsiasi creditore chirografario: la seconda falcidia è un effetto diretto dell’approvazione del concordato da parte della maggioranza dei creditori, cosicchè anche la minoranza dissenziente ne subirà le conseguenze; al contrario la falcidia del credito privilegiato “capiente” è ammissibile solo in quanto accettata dal creditore falcidiato.

Nel caso in esame, la società ammessa alla procedura di concordato preventivo doveva far fronte, oltre che ad un seri di crediti chirografari, ad un credito di natura privilegiata nei confronti dell’Erario.

Nel piano concordatario, la società rendeva nota una trattativa finalizzata al raggiungimento di una transazione con la suddetta Amministrazione, la quale avrebbe ridotto il pagamento del debito erariale alla percentuale del 36%. Tale transazione, quindi, avrebbe consentito alla società di avere le risorse per poter far fronte, seppur parzialmente, alle pretese dei creditori chirografari.

Ove la transazione non fosse stata approvata, si sarebbe posto un problema di ammissibilità del concordato stesso: il debito erariale, in quanto privilegiato, avrebbe dovuto trovare pieno soddisfacimento, con la conseguenza che nulla sarebbe residuato per i creditori chirografari. Ciò in violazione dell’art. 160 comma 4 L.F., che sancisce: “In ogni caso la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari”.

Il problema di ammissibilità del concordato è diventato reale quando l’Erario ha dato il proprio dissenso alla transazione fiscale.

La società proponente, al fine di impedire la revoca dell’ammissione del concordato, non solo ha sostenuto che il dissenso dell’Erario alla transazione non avrebbe potuto impedire la produzione degli effetti concordatari, ma ha inoltre affermato che la votazione da parte della maggioranza dei creditori chirografari avrebbe potuto efficacemente superare il dissenso dell’Erario alla transazione stessa.

Al riguardo il Giudice, revocando l’ammissione del concordato, ha affermato che “la falcidia del credito erariale privilegiato non è paragonabile alla falcidia di qualsiasi creditore chirografario: la seconda falcidia è un effetto diretto dell’approvazione del concordato da parte della maggioranza dei creditori, cosicchè anche la minoranza dissenziente ne subirà le conseguenze; al contrario la falcidia del credito privilegiato “capiente” (privilegiato generale o speciale) è ammissibile solo in quanto accettato dal creditore falcidiato”.

Il Giudice Padovano ha concluso poi affermando che, in mancanza di assenso, la falcidia del credito privilegiato con la contestuale soddisfazione dei creditori chirografari violerebbe l’art. 160, comma 2, legge fall. e le regole in tema di cause di prelazione dei crediti, in base alle quali il concordato deve pagare integralmente i crediti privilegiati e non può pagare i creditori chirografari con sostanze della proponente se non abbia prima integralmente soddisfatto il monte crediti privilegiato.

Trib. Padova, 12 novembre 2015 (leggi la sentenza)

Giulia Camillig.camilli@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

La proposta concordataria contenente clausole che prevedono un esonero della responsabilità patrimo...

Crisi e procedure concorsuali

Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

La Suprema Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società che aveva azionato il proprio cr...

Crisi e procedure concorsuali

Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Torniamo oggi ad occuparci di una tematica fondamentale per i creditori in questo periodo di crisi e...

Coronavirus

X