Concordato preventivo e CR

L’omologazione del concordato preventivo non determina l’automatica revoca della segnalazione a sofferenza.

È quanto deciso dal Tribunale di Brescia in un giudizio cautelare promosso da una società in concordato segnalata alla Centrale dei Rischi, la quale lamentava la violazione della normativa di riferimento secondo la quale, in caso di concordato preventivo in bianco e di concordato con continuità aziendale, le relative esposizioni devono essere classificate fra le partite “ad incaglio” (situazione di momentanea difficoltà economica che impedisce la realizzazione del credito) e non fra le partite “a sofferenza” (permanente situazione di difficoltà che rende il credito inesigibile), salvo che non intervengano elementi nuovi che inducano l’intermediario ad agire diversamente.

Se il credito è rimborsato integralmente, la segnalazione a sofferenza deve essere revocata; se, invece, è rimborsato solo parzialmente, deve essere ridotto nella medesima misura l’importo della segnalazione, ma fino all’effettivo pagamento gli intermediari finanziari hanno piena facoltà, nella loro responsabile autonomia, di valutare la capacità della società debitrice di adempiere gli impegni concordatari e dell’effettiva conseguibilità dei risultati preventivati dal piano.

Esclusa la sussitenza del fumus boni juris (la possibilità che il diritto esista in concreto) il Tribunale bresciano esclude altresì il requisito del periculum in mora del ricorso cautelare, cioè l’imminenza del pericolo, atteso che, come era emerso dalle relazioni semestrali del commissario giudiziale, né la segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia né la mancata concessione di un finanziamento da parte di un altro istituto di credito (diniego attribuito dalla ricorrente alla presenza della segnalazione contestata) avevano in alcun modo ostacolato o messo a rischio l’esecuzione del piano concordatario e la prosecuzione dell’attività d’impresa. Le disponibilità di liquidi della società erano, infatti, pienamente idonee ad assicurare l’attuazione del piano industriale.

Il ricorso cautelare è stato quindi rigettato in quanto la segnalazione alla centrale dei rischi, intervenuta dopo l’apertura ma prima dell’omologazione del concordato preventivo, era pienamente legittima e la mera circostanza dell’omologazione non determina alcuna revoca automatica della classificazione operata dall’intermediario.

Mariangela Bonera – m.bonera@lascalaw.com

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