Esdebitazione e amministrazione straordinaria: nessuna incompatibilità

Concordato preventivo: attenti alla prescrizione

Il Tribunale di Benevento, con il decreto n. 4851 del 19 luglio 2018, ha statuito l’inapplicabilità dell’art. 2941, n. 6, del Codice Civile, ai concordati preventivi di natura liquidatoria obbligando, pertanto, i creditori ad attivarsi diligentemente per interrompere la prescrizione.

Nel caso di specie il collegio beneventano ha dichiarato inammissibile la domanda di risoluzione del concordato preventivo, avanzata da un creditore munito di titolo prededucibile, ritenendolo privo del legittimo interesse ad agire in quanto il suo credito era da ritenersi, oramai, prescritto.

Il Tribunale, infatti, ha ritenuto che non potesse trovare applicazione l’art. 2941, n. 6, del Codice Civile relativo alla sospensione dei termini di prescrizione nonostante la fattispecie risulti paragonabile a quella prevista in detto articolo in quanto i beni del soggetto in concordato preventivo di natura liquidatoria, siano sottoposti all’amministrazione del liquidatore giudiziale. Ciò in quanto l’ambito di applicazione di tale norma deve intendersi circoscritto alla sola relazione intercorrente fra le parti dello stesso rapporto obbligatorio ossia tra creditore e debitore. Nel concordato con cessione di beni, invece, il liquidatore giudiziale non rappresenta i creditori né può qualificarsi come loro mandatario, agendo, invece, quale organo della procedura e, pertanto, venendo a mancare la diretta correlazione tra il debitore ed i propri creditori.

È altresì da escludersi la via dell’applicazione estensiva ovvero analogica della norma sopra citata, vigendo l’assoluta tassatività delle cause di sospensione ed interruzione della prescrizione.

Il Tribunale di Benevento è, quindi passato ad esaminare l’art. 168, comma 2, della Legge Fallimentare che prevede la sospensione della prescrizione dei crediti, ma solo per il periodo intercorrente tra la data di pubblicazione del ricorso e quella in cui il decreto di omologa del concordato diviene definitivo. Una volta superata tale data, infatti, la prescrizione riprende il proprio corso ed è onere del creditore attivarsi per la sua interruzione secondo quanto disposto dall’art. 2943 c.c..

Nel caso risolto nel decreto in epigrafe, il Tribunale ha ritenuto compiuta la prescrizione ordinaria poiché, difformemente da quanto accade nel fallimento ove vi è un momento in cui il Giudice Delegato effettua un effettivo vaglio dei crediti insinuati “cristallizzandoli”, nell’ambito della procedura di concordato preventivo il magistrato definisce unicamente i limiti dell’esercizio di voto dei creditori ai fini dell’approvazione della procedura, non effettuando alcuna verifica in merito alla sussistenza di detti crediti. Pertanto, anche qualora si ritenesse che l’elenco dei creditori ex art. 161, comma 2, Legge Fallimentare, abbia la sostanza di un “riconoscimento del diritto da parte di colui contro cui viene fatto valere” ai sensi dell’art. 2944 Codice Civile, da tale data inizierebbe nuovamente a decorrere la prescrizione decennale ordinaria che, nel caso di specie, era stata abbondantemente superata.

Tribunale di Benevento, 19 luglio 2018, n. 4851

Michela Crestani – m.crestani@lascalaw.com

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