Crisi e procedure concorsuali

Concordato liquidatorio: la moratoria nel pagamento dei crediti privilegiati

Tribunale di Rovigo, 15 maggio 2015 

Si segnala ai Lettori di Iusletter una recente pronuncia del Tribunale di Rovigo, nella quale si afferma che “la norma contenuta nell’art. 186 bis, comma 2, lettera c) L.F., che consente la previsione, nel piano concordatario, di una moratoria sino ad un anno dall’omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ha natura eccezionale e si giustifica con la peculiarità, tipica del concordato in continuità, della prosecuzione dell’attività commerciale, la quale giustifica il sacrificio degli interessi dei creditori prelazionari. Detta moratoria non è, quindi, applicabile al concordato liquidatorio nel quale vige, invece, il principio generale che impone al debitore di prevedere l’immediata cessione dei propri beni con effetto dalla data di omologazione del concordato”.

Nel caso di specie, ovvero un concordato liquidatorio, il Tribunale veneto ha prospettato profili di inammissibilità della proposta basata su un contratto di rent to buy che attribuiva al contraente la facoltà di acquistare il bene due anni dopo l’omologazione e che comportava, pertanto, una moratoria superiore ad un anno nel pagamento dei creditori con diritto di prelazione.

Tale decisione si pone in contrasto con una recente decisione della Suprema Corte (Cass., 9.05.2014, n. 10112) la quale ha cassato un decreto con cui il Tribunale di Roma aveva dichiarato inammissibile una proposta di concordato preventivo di tipo liquidatorio, che prevedeva il pagamento dilazionato dei creditori prelazionari anche oltre i tempi tecnici della liquidazione, sia pure non oltre un quadriennio dall’omologa e con promessa di pagamento degli interessi dilatori  sostenendo che “Sono ammissibili la proposta ed il piano di concordato preventivo che prevedano il pagamento con dilazione dei creditori muniti di prelazione, anche se la dilazione sia superiore a quella imposta, in caso di concordato liquidatorio, dai tempi tecnici della liquidazione”.

La decisione della Suprema Corte pretenderebbe l’applicazione analogica all’ipotesi concordataria liquidatoria dell’art. 186 bis L.F. e dell’art. 182-ter L.F. in tema di transazione fiscale, il quale consente espressamente il pagamento, non solo in percentuale, ma anche dilazionato di crediti per tributi muniti di privilegio, permettendo, per taluni di essi, soltanto il pagamento dilazionato.

A parere di chi scrive, tuttavia, è corretta l’interpretazione offerta dal Tribunale di Rovigo, in quanto se la dilazione fosse pienamente immaginabile al di là del recinto della moratoria prevista nel caso del concordato in continuità, non si capirebbe la necessità, avvertita dal legislatore, di precisare scrupolosamente la possibilità della dilazione in determinati casi ben individuati.

In questo quadro, quindi, la regola sulla moratoria – come pure quella sulla transazione fiscale – è a ben vedere regola eccezionale rispetto ad una regola generale ed è chiaro che l’eccezionalità non ne consente, diversamente da quanto sostenuto dalla Suprema Corte, un’applicazione analogica.

18 giugno 2015

Davide Sbarbada – d.sbarbada@lascalaw.com

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