Il Manuale Utente delle comunicazioni oggettive

Concordato con continuità aziendale: novità sul termine per il pagamento dei creditori privilegiati

La soddisfazione dei creditori privilegiati oltre il termine di un anno previsto dall’art 186 bis L.F. risulta ammissibile purchè il pregiudizio arrecato ai creditori sia contemperato con il riconoscimento agli stessi del diritto di voto.

Il Tribunale di Como, con una recente sentenza in tema di concordato con continuità aziendale, si è espresso in merito all’inosservanza del termine massimo previsto dall’art. 186 bis L.F. per il soddisfacimento dei creditori privilegiati.

La predetta norma prevede una moratoria sino ad un anno dall’omologazione per i pagamenti muniti di privilegio, a condizione che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione. In tal caso, prosegue l’art. 186 bis L.F., i creditori muniti di prelazione non hanno diritto al voto.

Nel caso di specie, la tempistica prospettata dal concordato per il pagamento dei creditori, tra cui anche quelli muniti di privilegio, era di quattro anno. Pertanto ben superiore al termine stabilito dalla Legge Fallimentare.

Tuttavia, il Giudice comasco, ispirandosi ad un orientamento della Corte di Cassazione, ha ritenuto che tale tempistica non fosse incompatibile con le statuizioni dell’art. 186 bis L.F.

La Suprema Corte ha infatti più volte affermato che la soddisfazione dei creditori privilegiati anche oltre il termine di un anno, risulta ammissibile purchè il pregiudizio arrecato ai creditori da tale ritardo sia contemperato con il riconoscimento agli stessi del diritto di voto. Ciò deve commisurare la perdita economica subita dal creditore, la cui determinazione in concreto, rilevante ai fini del computo del voto, costituisce un accertamento in fatto che il giudice di merito deve compiere tenuto conto:

– della relazione giurata ex art. 160, comma 2 L.F.;

– degli eventuali interessi offerti ai creditori;

– dei tempi tecnici di realizzo dei beni gravati in ipotesi di soluzione alternativa al concordato;

– del contenuto concreto della proposta;

– della disciplina degli interessi di cui agli art. 54 e 55 L.F.

Nel caso di specie, la proposta di concordato riconosceva ai creditori privilegiati dilazionati il beneficio dell’interesse legale sino all’effettiva soddisfazione, determinando così quell’equo contemperamento degli interessi dei creditori privilegiati dilazionati che l’art. 186 bis L.F.  intende assicurare con il riconoscimento del diritto di voto limitatamente alla parte di credito soddisfatta con un ritardo superiore all’anno.

Tribunale di Como, 22 settembre 2016

Giulia Camilli g.camilli@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Il Tribunale di Marsala, chiamato a pronunciarsi in merito ad un giudizio di opposizione allo stato ...

Crisi e procedure concorsuali

Sempre caldo è il tema dell’entrata in vigore del nuovo codice della crisi e dell’insolvenza. ...

Crisi e procedure concorsuali

Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Nel caso in cui il sovraindebitato modifichi sostanzialmente il piano dei pagamenti approvato con il...

Crisi e procedure concorsuali

X