Crisi e procedure concorsuali

Concordato con riserva: sospensione dei contratti in corso di esecuzione

Tribunale di Treviso, 24 febbraio 2015 (leggi la sentenza)

L’argomento che si segnala ai lettori verte sulla pronuncia emessa dal Tribunale di Treviso in materia di sospensione, richiesta da una società ammessa alla procedura di concordato preventivo c.d. in bianco, dei contratti in corso di esecuzione di cui all’art. 169 bis l.f..

Il Tribunale trevigiano ha statuito che è possibile chiedere la sospensione dei contratti in corso di esecuzione  ancorché la società non abbia ancora depositato il piano e la proposta.

La domanda di sospensione dei contratti in corso di esecuzione, infatti, può essere formulata anche con la domanda di ammissione alla procedura di concordato con riserva, e ciò in quanto:

–          non vi sono disposizioni che ne limitino l’applicabilità in tale fase “preliminare”;

–          la sospensione è funzionale ad anticipare la salvaguardia dell’integrità del patrimonio del debitore ed a consentirgli di strutturare nel modo più conveniente un piano diretto a superare la crisi di impresa.

Il Tribunale ha inoltre precisato che non osta all’accoglimento dell’istanza il fatto che il Giudicante non sia in grado di valutarne compiutamente l’inerenza rispetto al piano concordatario ancora da predisporre, dal momento che:

–          nel caso sottoposto all’esame del Tribunale, la società ha prospettato l’intento di presentare un concordato prevalentemente di tipo liquidatorio nei confronti del quale l’istanza di sospensione non si presenta prima facie disfunzionale;

–          la sospensione, come detto, è diretta a salvaguardare la consistenza e l’integrità del patrimonio dell’imprenditore in crisi per il periodo di tempo necessario a predisporre il piano concordatario, restando quindi priva di effetti definitivi e irreversibili sui rapporti contrattuali oggetto della stessa.

Prima di entrare nel merito dei contratti di cui la società chiede lo scioglimento, il Tribunale ha oltretutto chiarito che, con riferimento alla sorte dei contratti pendenti, la posizione giuridica del debitore concordatario é qualificabile in termini di diritto potestativo e che la tutela della posizione e, soprattutto, degli interessi delle controparti contrattuali, investite dalla sospensione, è disciplinata dall’art. 169 bis l.f., che prevede un indennizzo equivalente al risarcimento del danno conseguente al mancato adempimento da parte della società che ha ottenuto la sospensione.

Tale indennizzo, tuttavia, come precisato dal Tribunale, non può essere determinato nel suo ammontare da parte del Tribunale fallimentare sia per l’attività istruttoria necessaria a tale accertamento, non compatibile con le tempistiche e la natura proprie dei provvedimenti di cui all’art. 169 bis l.f. , nonché per l’assenza nel procedimento concordatario, diversamente da quello fallimentare, di un procedimento endococorsuale preordinato all’accertamento delle ragioni creditorie nei confronti della massa.

Ciò precisato in via generale, il Tribunale, dopo aver esaminato i singoli contratti oggetto di istanza ed aver verificato la sussistenza dei requisiti per la sospensione degli stessi, ha autorizzato la società ricorrente a sospendere tali contratti per la durata di sessanta giorni dalla data di deposito del ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo ex art. 161, comma VI, l.f..

27 aprile 2015

Valeria Sallemi – v.sallemi@lascalaw.com

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