Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Concordato in bianco e disciplina dei contratti pendenti

Il Tribunale di Rovigo, con il decreto in esame, ha respinto  la tesi secondo la quale l’istituto dello scioglimento dei contratti pendenti di cui all’art. 169 bis  L.F., non può trovare applicazione ove per legge o per contratto sia consentito alle parti di sciogliersi unilateralmente esercitando il diritto di recesso e/o avvalendosi della clausola risolutiva espressa previamente pattuita.

Nel caso che ci occupa, il ricorrente ha depositato domanda di concessione del termine ex art. 161, comma VI L.F., unitamente all’istanza di autorizzazione allo scioglimento o sospensione di sei contratti.

Il resistente, costituendosi in giudizio, ha chiesto il rigetto della domanda di controparte, sulla base di due considerazioni:

  1. la fase in bianco del concordato non è giuridicamente compatibile con l’autorizzazione allo scioglimento o alla sospensione del contratto ;
  2. esula dall’applicazione dell’art. 169 bis L.F., il contratto che prevede un’ ipotesi di recesso contrattuale, oltre che legale ai sensi dell’art. 2237 c.c.

Il Tribunale di Rovigo, richiamando una sua precedente pronuncia, ha ribadito che il parametro sulla base del quale valutare l’opportunità di accogliere o meno la suddetta istanza, è la compatibilità strategica tra lo scioglimento e la proposta concordataria. In mancanza  di deposito della proposta, questo genere di valutazione non può essere effettuata.

Sennonchè, se è vero che l’ accoglimento dell’ istanza di sospensione presuppone la compatibilità della stessa con il piano concordatario, appare evidente che l’utilizzazione di un diverso criterio interpretativo, limitativo del sindacato di legittimità, sia contrario alla ratio della norma.

Pertanto il ricorso alla distinzione tra i contratti per i quali sia previsto un diritto di recesso legale o negoziale e le altre ipotesi é del tutto incompatibile con la ratio dell’art. 169 bis L.F., in quanto comporterebbe una deroga ad una disposizione eccezionale, deterrminerebbe un ingiusitificato trattamento tra i terzi contraenti, non valorizzerebbe la circostanza che l’imprenditore in crisi poteva già risolvere quel contratto, determinando un indennizzo poi pagato quale debito anteriore al deposito della domanda.

Sulla base delle sopra esposte motivazioni, il Tribunale ha autorizzato la sospensione per sessanta giorni dei contratti.

Attilio Creaa.crea@lascalaw.com

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