Diritto dell'Esecuzione Forzata

Con l’opposizione a precetto o all’esecuzione possono essere fatti valere fatti verificatisi dopo l’emissione del decreto ingiuntivo

Cass., 19 marzo 2014, Sez. III, n. 6337

Con la pronuncia in commento la Suprema Corte di Cassazione ha affermato che qualora nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo vengano introdotti con l’opposizione dei fatti che siano estintivi, modificativi o impeditivi dell’esistenza del credito di cui al decreto in giuntivo, verificatisi dopo la pronuncia dello stesso e prima della scadenza del termine per l’opposizione oppure qualora nel corso del giudizio di opposizione vengano introdotti fatti della medesima natura verificatisi dopo la proposizione dell’opposizione, nell’ipotesi in cui il debitore non abbia formulato una domanda di accertamento della verificazione dei fatti, la pronuncia di inammissibilità dell’opposizione per ragioni di rito, come la tardività o il difetto di procura (nel regime anteriore alla L. n. 69 del 2009), una volta passata in giudicato, non preclude la possibilità di dedurre quei fatti o con azione di accertamento negativo o, se sia minacciata o iniziata l’esecuzione sulla base del decreto, rispettivamente con l’opposizione al precetto e con l’opposizione all’esecuzione.

Nel caso di specie un soggetto aveva proposto opposizione all’esecuzione sostenendo che il creditore procedente avesse promosso l’azione esecutiva sulla base di un credito non più esistente in quanto l’opponente stesso aveva provveduto a sanare il debito nel corso del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. L’opponente aveva inoltre eccepito la circostanza secondo la quale il creditore non avesse rinunciato al giudizio e avesse quindi ottenuto la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo. Il Tribunale di Matera, competente circa l’opposizione all’esecuzione promossa, aveva rigettato la stessa in quanto i pagamenti stessi erano anteriori alla sentenza emessa nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo con cui era stata dichiarata inammissibile l’opposizione medesima. Tale pronuncia era stata in seguito confermata dalla Corte D’Appello di Potenza la quale aveva affermato che i pagamenti fatti dal debitore non avrebbero potuto essere fatti valere nell’opposizione all’esecuzione, essendo stati effettuati prima dell’emissione della sentenza relativa al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e del passaggio in giudicato di quest’ultimo.

Il debitore aveva dunque proposto ricorso avanti alla Corte di Cassazione la quale ha ritenuto che, qualora il debitore abbia azionato l’opposizione a decreto ingiuntivo, i fatti estintivi, modificativi e impeditivi del credito verificatisi dopo la scadenza del termine per l’opposizione devono essere fatti valere nel giudizio di opposizione stesso. La Suprema Corte ha altresì affermato che qualora sia già stata emessa la sentenza relativa al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo o qualora sia ancora pendente il termine per proporre l’impugnazione avverso la stessa può essere promossa l’opposizione a precetto o l’opposizione all’esecuzione, nel caso in cui sussistano fatti sopravvenuti. Qualora invece i suddetti fatti estintivi siano stati fatti valere nel giudizio di opposizione e la stessa si concluda con una sentenza di rigetto nel merito non potranno essere fatti valere in altra sede.

Al contrario se l’opposizione a decreto ingiuntivo, come nel caso di specie, si sia conclusa con una declaratoria di inammissibilità senza che il giudice sia entrato nel merito in relazione ai sopra citati fatti estintivi, modificativi o impeditivi sopravvenuti il giudicato che si forma sul decreto ingiuntivo non riguarda specificamente i suddetti fatti verificatisi dopo l’emissione del decreto ingiuntivo stesso e pertanto la cosa giudicata riguarda soltanto fatti già verificatisi al momento del provvedimento monitorio. I fatti estintivi, modificativi o impeditivi sopravvenuti potranno dunque essere fatti valere dal debitore con l’opposizione a precetto o l’opposizione all’esecuzione.

06 maggio 2014

(Stefano Scotti – s.scotti@lascalaw.com )

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