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Comunicazione di cancelleria: vale la forma e non la firma

La Corte di Cassazione Civile si è soffermata sulla questione relativa al calcolo dei giorni utili ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione dell’ordinanza emessa ai sensi dell’art. 702 ter c.p.c. comma 6, ma non con riferimento alla notificazione del provvedimento, bensì alla comunicazione ad opera della cancelleria.

Infatti, la Suprema Corte afferma: “Ai fini della decorrenza del termine di trenta giorni, occorre quindi far riferimento alla data della notificazione del provvedimento ad istanza di parte ovvero, se anteriore, della sua comunicazione di cancelleria, comunicazione che deve avere ad oggetto il testo integrale della decisione, comprensivo del dispositivo e della motivazione, in maniera da consentirne alla parte destinataria la piena conoscenza”.

Pertanto, la comunicazione della cancelleria è idonea a far decorrere il termine breve unicamente quando ha ad oggetto il provvedimento nella sua forma integrale; la Corte ha così chiarito la non applicabilità dell’art. 133 c.p.c., comma 2, D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 45, convertito in L. 11 agosto 2014, n. 114, secondo cui la comunicazione, da parte della cancelleria, del testo integrale del provvedimento depositato non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c.

Nel caso su cui si è pronunciata la Suprema Corte, la ricorrente ha posto un’ulteriore eccezione a quella appena esaminata, ossia la mancata sottoscrizione con firma digitale del provvedimento da parte del cancelliere che ne aveva estratto copia digitale del formato cartaceo.

Anche in questo caso, è interessante evidenziare che la pronuncia in esame va oltre il principio della tacita abrogazione dell’art. 15, comma 3, del DM 44/2011 ad opera dell’art. 16 bis, comma 9 bis DL 179/2012, in base al quale “Le copie informatiche, anche per immagine, di atti processuali di parte e degli ausiliari del giudice nonché dei provvedimenti di quest’ultimo, presenti nei fascicoli informatici o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dei procedimenti indicati nel presente articolo, equivalgono all’originale anche se prive della firma digitale del cancelliere di attestazione di conformità all’originale“, stabilendo che l’assenza della firma digitale del cancelliere non inficia la validità della comunicazione neanche se questa sia avvenuta prima dell’entrata in vigore del citato comma 9 bis.

Cass., Sez. II Civ., 27 settembre 2017, ordinanza n. 22674

Vania Aulicino – v.aulicino@lascalaw.com

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