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Acquisto di una partecipazione qualificata: la Banca d’Italia stabilisce le informazioni da trasmettere

Il 28 ottobre 2021 la Banca d’Italia ha emanato le Disposizioni di vigilanza relative alle Informazioni e documenti che le devono venire trasmessi nell’istanza di autorizzazione all’acquisto di una partecipazione qualificata.

Tali previsioni sono necessarie per attuare la normativa eurounitaria che prevede (soprattutto nella direttiva 2013/36/UE, c.d. CRD IV e nella direttiva 2014/65/UE, c.d. MiFID II) regole procedurali armonizzate che le Autorità di vigilanza devono osservare nei procedimenti per l’autorizzazione all’acquisto o alla variazione di partecipazioni qualificate in banche, assicurazioni, imprese di investimento e società di gestione del risparmio. Ciò per assicurare che i controlli sugli assetti proprietari siano svolti secondo trasparenza e in base a requisiti omogenei.

In primo luogo, le Disposizioni definiscono le imprese per la cui acquisizione il candidato acquirente è tenuto a dare comunicazione alla Banca d’Italia. Si tratta, in particolare, di banche, intermediari finanziari ex art. 106 TUB, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, SGR, SICAV e SICAF (c.d. “impresa target”, par. 3, 1° cpv.).

Viene poi richiamata la definizione di “partecipazione qualificata”, che corrisponde alla partecipazione in un’impresa target pari o superiore al 10, 20, 30 o 50 per cento dei diritti di voto o del capitale, o comunque «che comporti il controllo o la possibilità di esercitare un’influenza notevole».

La nozione di controllo è quella descritta all’art. 23 TUB per le banche e all’art. 93 TUF per gli emittenti, secondo cui sono considerate imprese controllate (oltre a quelle dell’art. 2359 c.c.), essenzialmente, quelle su cui un soggetto ha il diritto, in virtù di accordi o previsioni statutarie, o per il tipo di partecipazioni possedute, di esercitare poteri particolari quali la nomina o la revoca della maggioranza dei membri del C.d.A., o degli organi di sorveglianza, o comunque di altri poteri maggiori rispetto a quelli direttamente derivanti dalle partecipazioni possedute.

Allo stesso modo, la nozione di “influenza notevole” è inevitabilmente quella della Circolare della Banca d’Italia n. 285/2013, in cui questa è definita come «il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e operative di un’impresa, senza averne il controllo».

Le informazioni da trasmettere vengono elencate all’interno dell’Allegato I delle Disposizioni, il quale a sua volta è suddiviso in otto parti, ciascuna contenente una lista di indicazioni e relativa ad argomenti diversi. In questa sede appare opportuno richiamare le informazioni principali da trasmettere, in relazione a ciascuna parte.

La parte A include le principali caratteristiche dell’operazione di acquisto. In particolare, l’acquirente dovrà indicare, tra l’altro, il presupposto sul quale deve richiedere l’autorizzazione (p.es., il superamento di una soglia), gli elementi identificativi dell’impresa target, il prezzo di acquisto della partecipazione e le finalità per cui realizza tale operazione.

La parte B riguarda le informazioni relative all’acquirente (generalità, attività professionale svolta, etc.). Informazioni in parte analoghe devono essere trasmesse, ai sensi di quanto indicato nella parte C, anche in relazione ai nuovi soggetti che, a esito dell’autorizzazione, svolgeranno incarichi nell’impresa target, se noti al momento della presentazione dell’istanza.

La parte D elenca le informazioni relative alla solidità finanziaria dell’acquirente, specificando in particolare quali siano le fonti di finanziamento dell’operazione di acquisizione. Tali informazioni appaiono coerenti anche con quelle richieste nella parte E, volte a dimostrare il rispetto della normativa antiriciclaggio.

La parte F prevede, poi, una serie di informazioni aggiuntive connesse all’entità della partecipazione. Ad esempio, per l’acquisizione di partecipazioni superiori al 50% del capitale, l’acquirente dovrà presentare pure un piano industriale che indichi, tra l’altro, gli obiettivi che si vogliono ottenere con l’acquisto del controllo, anche di natura finanziaria (rendimento del capitale, utili per azione, etc.).  

La parte G indica, inoltre, una serie di informazioni aggiuntive nel caso di operazioni condotte tramite trust, fondi sovrani o fondi di investimento. Per esempio, nel caso in cui l’acquisto avvenga tramite un trust, dovranno essere indicati, tra l’altro, le generalità dei beneficiari e i poteri del trustee.

Infine, la parte H prevede una deroga alle previsioni di cui ai precedenti punti A-E per l’acquirente che sia stato valutato dalla Banca d’Italia come partecipante qualificato nei due anni precedenti alla presentazione dell’istanza, oppure sia un intermediario vigilato dalla Banca d’Italia. Questi, infatti, potrà fornire soltanto le informazioni che hanno subìto modifiche rispetto a quelle in possesso della Banca d’Italia, oppure produrre sulle altre una dichiarazione in cui attesta che tali informazioni non sono cambiate e che sono riferibili anche all’operazione soggetta ad autorizzazione. Rimane comunque la necessità di produrre tutte le informazioni attinenti alla specifica operazione (essenzialmente, quelle alle parti F e G).

Simone Mascelloni – s.mascelloni@lascalaw.com

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