Diritto dell'Esecuzione Forzata

Competenza territoriale per opposizione a precetto

Tribunale di Reggio Emilia del 12 settembre 2014

Con l’ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 12 settembre 2014, si affermano i seguenti principi in tema di opposizione a precetto: “Il criterio di collegamento per individuare la competenza territoriale è quello del foro presso cui verrà svolta l’esecuzione e presso cui il creditore ha eletto residenza e domicilio, mentre il criterio sussidiario è quello del foro in cui è stato notificato il precetto. Tale criterio sussidiario opera non solo allorquando sono omesse la dichiarazione o l’elezione da parte del creditore intimante, ma anche nel caso in cui la residenza e il domicilio sono stati individuati dal creditore in un luogo in cui non vi sono beni dell’intimato da aggredire o suoi debitori; ed incombe sullo stesso creditore, nel corso del giudizio di opposizione promosso dal debitore nel foro ex art. 480 comma 3 c.p.c., l’onere di dimostrare che nel comune indicato nell’atto di precetto per il domicilio o la residenza è possibile sottoporre a pignoramento debiti o crediti dell’intimato.

La precettazione di una somma superiore a quella dovuta non travolge l’atto per intero ma ne determinala nullità parziale o inefficacia parziale per la somma eccedente e l0’intimazione rimane valida per la somma effettivamente dovuta”.

Nel caso di specie un creditore, sulla base di un titolo esecutivo giudiziale, intimava precetto  per una somma superiore a quanto dovuto dal debitore, avverso il precetto quest’ultimo proponeva opposizione. Il Giudice monocratico, ex art. 615 comma 1, sospendeva l’efficacia esecutiva del titolo.

Il creditore proponeva così reclamo avverso il provvedimento del Giudice invocando l’incompetenza del giudice adito e l’insusistenza dei motivi posti a base dell’ordinanza di sospensione.

Il Tribunale ha parzialmente accolto il reclamo disponendo la sospensione parziale dell’efficacia esecutiva del titolo.

Con riferimento alla competenza territoriale, si sancisce in tema di opposizione a precetto, il duplice criterio di collegamento. In via principale è competente il giudice del luogo dell’esecuzione (minacciata) secondo quanto disposto dall’art. 27 c.p.c. ed, in via sussidiaria e nell’ipotesi ex art. 480 comma 3 c.p.c., quello del luogo in cui è stato notificato il precetto. Tale norma attribuisce alla parte che intende promuovere l’esecuzione forzata una facoltà che consiste nel dichiarare la propria residenza e il proprio domicilio e nel contempo le impone un onere nello scegliere uno tra i luoghi possibili dell’esecuzione. Ciò comporta che nel caso in cui la parte istante elegge domicilio in un comune in cui il debitore della prestazione pecuniaria non possiede beni o non risiede un terzo debitor debitoris, il debitore può adire, per l’opposizione a precetto, il giudice del luogo nel quale gli è stato notificato il precetto stesso.

Nel merito, il Tribunale ha ritenuto il reclamo parzialmente fondato.

Poichè il debitore era stato condannato a rifondere al creditore tutte le somme che lo stesso aveva pagato ad una terza parte processuale, ed il creditore aveva pagato a questi una somma minore di quella precettata, il Tribunale ha affermato che la precettazione di una somma superiore a quella dovuta, non travolge l’atto per intero ma ne determina la nullità parziale per la somma eccedente. L’ intimazione resta valida per la somma effettivamente dovuta.

10 ottobre 2014

(Roberta Pisano – r.pisano@lascalaw.com)

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