Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Compensi degli ausiliari…quando il credito è privilegiato

Nell’ambito del processo esecutivo i crediti che sono maturati in relazione alla gestione del bene oggetto della procedura esecutiva possono trovare soddisfacimento in via privilegiata mediante la distribuzione di eventuali fondi (nel caso di specie si trattava di frutti civili prodotti dal bene espropriato), disponibili da parte della procedura.

In caso, poi, la procedura dovesse essere dichiarata improcedibile dal giudice, ciò non impedisce la stabilità delle attribuzioni patrimoniali.

Il principio in commento è stato oggetto di una recentissima pronuncia del Tribunale di Napoli Nord del 9 dicembre scorso.

Nel caso di specie, dopo l’intervenuta caducazione del titolo esecutivo del creditore in forza del quale era stata incardinata la procedura esecutiva, la stessa veniva dichiarata improcedibile dal giudice su istanza del debitore, il quale richiedeva, inoltre, lo svincolo delle somme depositate sul libretto intestato alla procedura e derivanti dalla conversione del pignoramento alla quale il debitore era stato ammesso.

In aggiunta il debitore chiedeva che le liquidazioni dei compensi spettanti agli ausiliari fossero integralmente poste a carico del creditore procedente il cui titolo esecutivo era caducato.

Il giudice dell’esecuzione non ritiene condivisibili le richieste del debitore.

In primo luogo, nel processo esecutivo il regime delle spese non è governato dal principio della soccombenza (come nel processo di cognizione), ma dal diverso principio della tara del ricavato, principio chiarito da ultimo nella Cassazione Civile n. 2457/2018.

In base a tale principio, nel caso in cui il g.e. liquidi delle somme a titolo di spese, queste ultime vanno a gravare sul ricavato dell’esecuzione nel quale devono essere ricomprese anche le rendite ed in generale i frutti civili che siano prodotti dal bene pignorato.

Il giudice estensore richiama, poi, il principio della prededucibilità dei crediti dalla quale deriva il privilegio del loro soddisfo in relazione ad altri crediti non assistiti dal privilegio.

La categoria della prededuzione si fonda sul principio di inerenza delle spese all’interesse tutelato.

Di analogo parere anche la dottrina la quale afferma il principio in base al quale: ” se il  compendio pignorato è un  patrimonio separato cui devono essere imputati i rapporti obbligatori creati   dal suo custode, pare  logico concludere che delle obbligazioni non siano chiamati a rispondere in via diretta né il procedente né l’esecutato né il custode ma solo il patrimonio stesso”.

Alla luce di quanto espresso il g.e. dichiarata improcedibile la procedura esecutiva ed autorizzava il custode ad utilizzare le somme giacenti sul conto della procedura per la prioritaria soddisfazione dei crediti professionali maturati dagli ausiliari del giudice.

Trib. Napoli Nord, 19 novembre 2019

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

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