Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Compensazione di un credito da finanziamento soci e postergazione

Il Tribunale di Roma, Sezione specializzata in materia di impresa – Terza sezione civile, con sentenza depositata il 6 febbraio 2017, prende posizione circa la possibilità per un socio di liberare un aumento di capitale da lui sottoscritto mediante compensazione di un credito da finanziamento, anche nel caso in cui detto credito sia postergato ex art. 2467 c.c.

In prima battuta, il Tribunale chiarisce che l’obbligo per il socio di liberare la parte di aumento di capitale da lui sottoscritta consiste in un debito pecuniario e che, quindi, in termini generali, ben può essere oggetto di compensazione con un credito pecuniario vantato da parte dello stesso socio.

Questa compensazione può essere legale, se il credito è certo, liquido ed esigibile ex art. 1243 c.c. e, in tal caso, non richiederà il consenso della società nemmeno nel momento in cui viene eseguita la sottoscrizione. Diversamente, qualora il credito non sia esigibile, sarà necessario il consenso della società ai sensi dell’art. 1252 c.c..

La sentenza prosegue, tuttavia, analizzando il rapporto tra compensabilità del debito da aumento di capitale ed il principio di postergazione dei finanziamenti dei soci.

L’art. 2467 c.c. che disciplina la postergazione, deve essere analizzato sia sotto il profilo soggettivo sia sotto quello oggettivo.

Circa il primo profilo, la postergazione si applica ai finanziamenti eseguiti da coloro che, al momento dell’erogazione, risultano soci della società (non quindi nell’ipotesi in cui il finanziatore sia divenuto socio in epoca successiva). Dal punto di vista oggettivo, i presupposti per l’applicazione della norma sono (i) un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto della società e (ii) l’essere innanzi ad una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento.

Ciò premesso, il Tribunale intervenendo sul tema afferma chiaramente aggiungendo come non sia compensabile il credito da finanziamento soci postergato ex art. 2467 c.c.: “la postergazione legale, prevalendo sul regolamento negoziale, esige il rispetto della preferenza dei terzi, con la conseguenza che la soddisfazione degli altri creditori si pone come condizione sospensiva al diritto al rimborso, idonea, in particolare, a produrre l’effetto di prorogare ex lege la scadenza del finanziamento sino al momento di suo avveramento e ad impedire in tal modo l’esigibilità del credito del socio, la quale deve reputarsi sospesa sino alla soddisfazione degli atri creditori. Ciò posto (….) va da sè che l’art. 2467 c.c. è ostativo all’operare tanto della compensazione legale, mancando il requisito di esigibilità di uno dei due crediti, quanto della compensazione volontaria in quanto l’amministratore della società ha il dovere di opporre la postergazione del finanziamento del socio”.

Tribunale di Roma, Sez. III, 6 febbraio 2017 (leggi la sentenza)

Matteo Marcianom.marciano@lascalaw.com

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