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Commissioni di massimo scoperto legittime: espressione del principio di autonomia contrattuale

E’ quanto ha stabilito la Corte d’Appello di Milano, con l’ordinanza in commento, pubblicata in data 26.09.2016 e resa nell’ambito di un giudizio dichiarato inammissibile, che ha visto protagonista un istituto di credito assistito dallo Studio.

La correntista ha proposto gravame avverso la sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano, ex art. 281sexies c.p.c., all’esito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

Diversi i principi sanciti dalla Corte meritevoli, tutti, di essere segnalati seppur brevemente.

In materia di usura:

  • “L’indicatore cui fare riferimento ai fini delle verifiche ai sensi della L. 108/96 è il TEG e non il TAEG” secondo quanto stabilito dalle Istruzioni di Banca d’Italia;
  • dal computo del tasso applicato vanno escluse le commissioni di massimo scoperto, alla stregua sempre delle istruzioni date dalla Banca d’Italia.

E ancora.

Non si ravvisano i presupposti per disporre la richiesta C.T.U. contabile, dal momento che la consulenza tecnica deve essere disposta al fine di far effettuare un ricalcolo del conto corrente sulla scorta di specifiche e fondate censure e non certo per verificare in generale “l’esattezza degli importi richiesti dalla convenuta opposta, nonché l’ammontare delle somme che la medesima è tenuta a restituire”.

Nondimeno, la lente di ingrandimento viene oggi orientata verso il riconoscimento di legittimità alla commissione di massimo scoperto poiché “volta a remunerare l’onere della banca di essere sempre in grado di fronteggiare una rapida espansione nell’utilizzo dello scoperto di conto e non è di per sé illegittima, in quanto costituisce espressione del principio di autonomia contrattuale riconosciuto dall’art. 1322 c.c. posto a presidio dei negozi che realizzano interessi meritevoli di tutela.”

In tal senso sono le istruzioni della Banca d’Italia.

Concludendo: è esclusa la nullità per mancanza di causa della pattuizione relativa alle c.m.s. contenuta in contratto.

App. Milano, Sez. I, 26 settembre 2016 (leggi la sentenza)

Maria Grazia Sclaparim.sclapari@lascalaw.com

 

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