Diritto dell'Esecuzione Forzata

La qualificazione giuridica dell’opposizione (all’esecuzione o agli atti esecutivi) compete esclusivamente al giudice

Con la recente sentenza del 10 febbraio 2014 il Tribunale di Napoli si è espresso nel merito, chiarendo come rientri nei poteri del Giudice adito anche la qualificazione giuridica stessa dell’opposizione, senza essere vincolato dalla prospettazione e dalla tipologia dell’atto proposto dal ricorrente.

Nel caso di specie, nel corso di una procedura esecutiva immobiliare, veniva proposta opposizione all’esecuzione ed agli atti consecutivi. Il giudice di merito, nell’indagine diretta all’individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non essendo tenuto ad uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti nei quali le domande medesime risultino contenute, ha interpretato il reale contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, deducendola dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante.

Il criterio discretivo tra l’opposizione all’esecuzione e l’opposizione agli atti esecutivi risiede nel fatto che la prima riguarda “l’an”, inteso come diritto a procedere ad esecuzione forzata, mentre la seconda riguarda il “quomodo”, ovvero la legittimità formale del titolo esecutivo, dell’atto di precetto e degli atti del procedimento esecutivo. Secondo queste considerazioni, l’opposizione in oggetto è quindi stata considerata come opposizione agli atti esecutivi.

E’ bene quindi precisare, l’orientamento della Suprema Corte di Cassazione, secondo la quale, con la sentenza n. 6487/10, in tema di opposizione agli atti esecutivi: “quando, si invoca la nullità degli stessi, assumendo che uno di essi, presupposto degli altri non sia stato comunicato, l’opposizione, ove proposta oltre il termine di cui all’art. 617, comma 2, c.p.c. dall’ultimo atto del procedimento, è effettivamente da ritenere tempestiva soltanto se l’opponente alleghi e dimostri quando ha conosciuto dell’atto presupposto nullo – cioè della mancata comunicazione e, quindi della relativa nullità – e di quelli conseguenti, ivi compreso l’ultimo, e l’opposizione risulti proposta nei venti da tale conoscenza di fatto”.

Per tale motivazione, l’opposizione in oggetto, qualificata e giudicata come opposizione agli atti esecutivi, proposta oltre i termini previsti, è stata rigettata in toto.

11 marzo 2014

(Antonio Peroni Ranchet – a.peroni@lascalaw.com)

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