Retrovendita e configurabilità del patto commissorio

Come ti revoco il fondo patrimoniale del fideiussore

Di primo acchito, si potrebbe pensare che revocatoria e beni del fideiussore stiano su differenti pianeti. Un po’ come due persone più inclini al “buongiorno, buonasera”, piuttosto che prendersi un caffè.

Invece, con la sentenza in commento, il Tribunale di Velletri ha confermato come possa essere oggetto di revocatoria ordinaria anche l’atto con il quale il fideiussore costituisce un fondo patrimoniale. Con ciò, ribadendo il già consolidato orientamento giurisprudenziale rispetto ai princìpi cardine dell’azione in parola.

E’ sufficiente, infatti, l’esistenza del debito e non anche la sua esigibilità.

La vicenda, come intuibile, trae le mosse da un credito vantato da un istituto bancario in forza di fideiussione rilasciata da una persona fisica in favore della S.r.l. garantita. Successivamente alla sottoscrizione della garanzia, il garante destinava i propri beni immobili in fondo patrimoniale.

Come accennato, l’azione revocatoria ordinaria presuppone, per la sua esperibilità, anche la sola esistenza di un debito e non anche la sua concreta esigibilità. Quindi, prestata fideiussione in relazione alle future obbligazioni connesse ad un contratto bancario garantito, se gli atti dispositivi sono compiuti in pregiudizio delle ragioni del creditore, sono soggetti alla predetta azione. Purché, naturalmente, la sottoscrizione della garanzia sia antecedente alla costituzione del fondo.

Nella parte motiva della sentenza, il Magistrato ha ribadito come la scientia damni è da intendersi come generica consapevolezza del pregiudizio che l’atto dispositivo arreca alle ragioni del creditore, la quale viene integrata dall’atto dispositivo compiuto in epoca successiva al sorgere del credito (così già Cass. Civ. n. 13343/2015).

Sulla base dei principi sin qui richiamati, il Giudice è pervenuto alla conclusione per cui gli atti dispositivi del fideiussore successivi alla nascita del rapporto bancario garantito, se compiuti in pregiudizio delle ragioni del creditore, sono soggetti all’azione revocatoria ordinaria in base al solo requisito soggettivo della consapevolezza di arrecare pregiudizio alle ragioni del creditore (cfr. già Cass. n. 8680/2009), posto che l’acquisto della qualità di debitore del garante si cristallizza al momento della nascita del credito, pertanto a tale momento occorre fare riferimento per stabilire se l’atto pregiudizievole sia anteriore o successivo al sorgere del credito (così Cass. n. 3676/2011).

In buona sostanza, due sono i presupposti necessari e sufficienti affinché si possa, nel caso di costituzione di un fondo patrimoniale per i bisogni della famiglia (che è atto a titolo gratuito), giungere ad una declaratoria di inefficacia ai sensi dell’art. 2901 c.c. e cioè il dato oggettivo consistente nel pregiudizio arrecato alle ragioni creditorie dall’atto di disposizione del debitore e l’elemento soggettivo della conoscenza da parte dello stesso debitore di detto pregiudizio provocato al creditore.

Tribunale di Velletri, 6 dicembre 2018, n. 2590

Giangiacomo Ciceri – g.ciceri@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Retrovendita e configurabilità del patto commissorio

La vendita con patto di riscatto, pur non integrando direttamente un patto commissorio vietato dalla...

Contratti

Retrovendita e configurabilità del patto commissorio

Costituisce principio consolidato che, nel contratto per persona da nominare, la dichiarazione di no...

Contratti

Anche l’assenza ti costa: padre condannato a risarcire la figlia

“La cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o d...

Contratti