Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Colpevole è il mutuatario se ritarda, estingue e varia (il prestito bancario)

Variabilità del tasso, presunta usurarietà degli interessi moratori ed accessorietà di cui alla penale di anticipata del finanziamento: questi i temi di indagine recentemente affrontati dal Foro Partenopeo in chiave lineare ed efficace.  

Il Tribunale di Napoli, infatti, ha espressamente condiviso l’orientamento reso dalle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione – n.19597/2020 -, rammentando tuttavia il discrimen funzionale sotteso alle due categorie di interessi, corrispettivi e moratori. Invero, l’adito Giudicante pur riconoscendo l’indispensabilità di un controllo in ordine al rispetto della soglia di legge anche con riguardo agli interessi moratori e, si badi bene, da condurre concordemente ai dettami resi dalla Suprema Corte di Cassazione, cionondimeno ribadisce la funzione di penalità riconnessa al ritardato adempimento svolta dai suddetti interessi. Segnatamente, il Giudice partenopeo ha precisato che: “gli interessi moratori sono soltanto eventuali e cioè dovuti esclusivamente sulle rate scadute e impagate operando le due categorie di interessi su piani diversi ed essendo previsti gli interessi moratori in sostituzione di quelli corrispettivi”.

Vieppiù. Ad avviso del Giudicante, non soltanto la sussistenza di interessi a titolo di mora è imputabile al solo mutuatario avendo questi integrato una fattispecie di inadempimento da ritenersi contingenza meramente eventuale del rapporto, ma altresì la prova dell’applicazione dei predetti interessi incombe in capo al cliente. Questi, infatti, è tenuto a dimostrare l’effettiva corresponsione degli interessi moratori che, quand’anche applicati, non comportano alcuna declaratoria di gratuità del contratto.

La pronuncia ivi in commento in piena continuità con l’indirizzo giurisprudenziale imperante in materia, ha poi ribadito la natura potenziale ed accessoria propria della commissione di anticipata estinzione, rimarcando l’irrilevanza del predetto costo ai fini del computo in punto di usura, trattandosi di un onere accidentale e diretto ad indennizzare il mutuante dei costi di cui al mancato guadagno, derivanti dall’esercizio della facoltà di estinguere anzitempo il finanziamento. Contingenza, anche quest’ultima al pari del ritardo nel pagamento, rimessa al mero arbitrio del cliente.

Degno di nota è da ritenersi, infine, il capo della sentenza reso in punto di indeterminatezza, esclusa dal Giudicante in forza dell’autonomia negoziale, che ha condotto le parti a convenire la stipulazione di mutuo parametrato all’Euribor, la cui variabilità è stata legittimamente scelta dal cliente, ritenendo valida peraltro la determinazione del citato parametro per relationem.

Pertanto, ritenuta l’infondatezza delle domande actoree, alla luce delle considerazioni sopra svolte, il Magistrato ha rigettato integralmente le avverse doglianze, con contestuale condanna alla refusione delle spese di lite in favore della Banca.

Trib. Napoli, 28 giugno 2021

Diana Paola Franchetti 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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