Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Collegio di Coordinamento ABF: la commissione di estinzione anticipata è legittima

Il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) ha affermato che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, la richiesta di restituzione dell’importo pagato a titolo di commissione di estinzione anticipata (equo indennizzo) prevista dall’art. 125 sexies, comma 2, TUB deve essere rigettata, salvo che il consumatore non provi che l’indennizzo è privo di oggettiva giustificazione.

Il Collegio di Coordinamento si è espresso sul punto dopo avere valutato l’importanza delle questioni interpretative sottese all’equo indennizzo previsto dell’art. 125 sexies, comma 2, TUB, soprattutto in seguito alla nota sentenza Lexitor.

Il Collegio ricorda infatti che la norma citata nel prevedere che “In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito” fa diretta applicazione dei principi del diritto europeo, nell’intento di trovare un equo bilanciamento tra il risparmio di cui gode il consumatore in caso di estinzione anticipata e la perdita sopportata dal finanziatore.

Ebbene, il Collego di Coordinamento ritiene che l’interpretazione della norma che si ricava dal contesto logico-giuridico in cui è posta sia proprio quella di “prevedere una commissione in sede di estinzione anticipa del contratto di finanziamento, fatte salve le eccezioni di cui al terzo comma dello stesso articolo” risultando altresì chiaro che “la commissione sia stata voluta e disegnata dal legislatore europeo per compensare il finanziatore dei costi diretti derivanti da un’estinzione anticipata del contratto di finanziamento sia in termini di lucro cessante […] che di danno emergente”.

Del resto, la commissione di estinzione anticipata è un costo pienamente giustificato e legittimo “laddove si attesti in una percentuale pari o inferiore a quella massima indicata dalla legge poiché in questo senso deve essere letta la norma come trasposta nell’ordinamento interno; vale a dire che l’indennità, così forfetariamente determinata dal legislatore interno, deve essere valutata come oggettivamente equa perché conforme a una norma di legge”.

Tali principi, fondati su una valutazione complessiva dell’impianto normativo di settore, hanno spinto il Collegio di Coordinamento a riconoscere che, laddove l’equo indennizzo rispetti i limiti quantitativi fissati dalla legge, l’intermediario non deve provare che l’equo indennizzo è legittimo, bensì sarà il consumatore a dover contestare (e provare) che l’indennizzo non è dovuto, in quanto privo di oggettiva giustificazione nel caso concreto.

In dettaglio, il Collegio di Coordinamento ha fissato il seguente principio interpretativo: “La previsione di cui all’art. 125 sexies, comma 2, T.U.B. in ordine all’equo indennizzo spettante al finanziatore in caso di rimborso anticipato del finanziamento va interpretata nel senso che la commissione di estinzione anticipata prevista in contratto entro le soglie di legge è dovuta a meno che il ricorrente non alleghi e dimostri che, nella singola fattispecie, l’indennizzo preteso sia privo di oggettiva giustificazione. Restano salve le ipotesi di esclusione dell’equo indennizzo disposte dall’art. 125 sexies, comma 3, T.U.B.”.

Pare che ottenere la ripetizione della commissione di estinzione anticipata dall’intermediario sia una strada nettamente in salita…

Collegio di Coordinamento, 31 marzo 2020, n. 5909

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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